Il vertice di Davos si apre tra tensioni geopolitiche e un imprevisto per Trump. In Francia, Lecornu si salva con il 49.3 sul Bilancio. Si registrano nuovi tragici incidenti ferroviari in Spagna e la scomparsa del grande stilista Valentino.
Benvenuti al notiziario di Francia24 e Centrale Milano per mercoledì 21 gennaio 2026, in streaming, podcasting tramite chatbot IA e in Onde Medie sui 1575 kHz. Da Nizza sono Marco Hugo Barsotti
Dopo le minacce di Donald Trump, Ursula von der Leyen punta ancora sulla negoziazione, ma il Parlamento europeo è diviso
La Presidente della Commissione Europea spera ancora di poter riportare alla ragione il Presidente americano. Tuttavia, mentre il Partito Popolare Europeo (il gruppo più grande dell’Emiciclo) teme un’escalation, i Socialdemocratici e i Liberali ritengono che sia giunto il momento di mostrare fermezza.
A Washington, non ci si aspetta una risposta energica da parte degli europei alle nuove minacce di Donald Trump. “Non credo che opporranno molta resistenza”, ha dichiarato il Presidente americano martedì 20 gennaio, ribadendo la sua intenzione di annettere la Groenlandia, territorio autonomo danese, e di aumentare, a partire dal 1° febbraio, i dazi doganali sui sei Paesi (Francia, Germania, Danimarca, Svezia, Paesi Bassi e Finlandia) che hanno manifestato opposizione al suo progetto inviandovi soldati.
“Immagino che [i Ventisette] istituiranno un formidabile gruppo di lavoro europeo, che sembra essere la loro arma più potente”, ha ironizzato Scott Bessent, Segretario del Tesoro americano, parlando con alcuni giornalisti, tra cui il Financial Times, al Forum Economico Mondiale di Davos, lunedì.
Va detto che, nell’ultimo anno, anziché mostrare i muscoli, gli europei hanno privilegiato la conciliazione e il dialogo. Ciò li ha portati ad accettare, nel luglio 2025, un accordo commerciale squilibrato con gli Stati Uniti, dando l’immagine di un’Europa debole. “Abbiamo discusso per un anno. Spero che oggi gli ammiratori della stella morta della grande amicizia transatlantica si accorgano che è morta, anche se brilla ancora”, afferma l’eurodeputata (Renew) Nathalie Loiseau.
Fact Check by Gemini
Resisterà, ma a quale prezzo? Sébastien Lecornu si mantiene a Matignon dopo la prova del bilancio
Come aveva annunciato, il Primo Ministro Sébastien Lecornu ha attivato l’articolo 49.3 della Costituzione per far adottare la prima parte del progetto di legge finanziaria (PLF). Grazie a un’abile negoziazione con il Partito Socialista (PS), dovrebbe sfuggire alla mozione di censura e, di conseguenza, mantenere il suo incarico.
“Uno sviluppo senza sorprese”. Così un esponente di spicco della maggioranza macronista ha descritto l’episodio che ha avuto luogo all’Assemblea Nazionale martedì 20 gennaio. Alle 17, il Primo Ministro è salito alla tribuna per ricorrere al 49.3 sul bilancio 2026. Lecornu aveva promesso, lo scorso 3 ottobre, di non utilizzare più questo strumento costituzionale che permette l’adozione di un testo senza voto, annunciando una “nuova metodologia”.
Il giorno prima, aveva posto fine al mistero sulla scelta, ormai ridotta a due opzioni: il 49.3 o i decreti legge, dato che un voto regolare sul bilancio era escluso. Ha optato per la prima soluzione, poiché i socialisti si sono dichiarati soddisfatti degli annunci fatti venerdì precedente. Lunedì aveva giustificato la sua decisione affermando di aver fatto una “scommessa, quella di governare in modo diverso”, ma aveva ritenuto che qualcosa si fosse “impantanato” e che sarebbe stata “ostinazione” insistere per un voto in piena regola.
Davanti ai deputati, martedì pomeriggio, Lecornu è stato spiccio. In meno di due minuti, e davanti a banchi dell’opposizione semi-vuoti, ha puntato il dito contro “le azioni di alcuni gruppi che dovranno renderne conto davanti ai francesi e alla Storia” prima di impegnare la responsabilità del suo governo sul bilancio. Il Primo Ministro dovrebbe evitare le mozioni di censura del Rassemblement National (RN) e di La France Insoumise (LFI), poiché la stragrande maggioranza dei socialisti non le voterà. “Non censureremo il governo”, ha confermato il primo segretario del PS, Olivier Faure.
Il leader di Matignon ha dunque raggiunto la sua “missione”: dotare il Paese di un bilancio e, come bonus, salvare il suo governo e la Francia da una nuova instabilità politica. Secondo un esponente macronista, l’ex Ministro delle Forze Armate ha “proceduto passo dopo passo”, pur essendo “sempre stato convinto fin dall’inizio che tutto potesse finire per lui la settimana successiva”.
Tuttavia, l’episodio lascerà il segno tra i sostenitori del governo. Alcuni ritengono che Sébastien Lecornu abbia concesso troppo ai socialisti, in particolare l’ala destra di Renaissance, il MoDem e, naturalmente, Horizons, il gruppo di Édouard Philippe. “Sì, Sébastien Lecornu resisterà, ma a quale prezzo? Si mantiene al costo del sacrificio del controllo sulla spesa pubblica, il prezzo da pagare è alto. Non sono abbagliato dalla manovra”, ha tuonato un dirigente del partito di Philippe.
Il PS, pur riconoscendo di aver “ottenuto molto” nella negoziazione, non parla di “assegno in bianco”. Tra le concessioni ottenute dal partito di Olivier Faure figurano la sospensione della riforma delle pensioni, la rivalutazione del bonus attività, l’annullamento dei tagli di posti nell’Educazione Nazionale e il mantenimento della sovrattassa sulle grandi imprese.
L’opposizione (RN e LFI), esclusa il PS, è furibonda. Jean-Philippe Tanguy (RN) ha ironizzato: “Non è complicato comprare il PS! Aveva solo un sacco di soldi da spendere.” La deputata insoumise Claire Lejeune ha criticato i socialisti per aver scelto di mantenere in carica il governo, rompendo di fatto l’alleanza del Nuovo Fronte Popolare.
Anche gli Ecologisti, pur con toni più misurati, hanno puntato il dito contro Lecornu per la sua promessa non mantenuta, denunciando una “parola pubblica tradita”. La maggioranza stessa riconosce che il ricorso al 49.3 rende Lecornu “come gli altri”, ponendo fine all’idea di una “metodologia eccezionale”. A differenza dei suoi predecessori come Élisabeth Borne e François Bayrou, tuttavia, il mandato di Sébastien Lecornu a Matignon sembra destinato al rinnovo.
Il Primo Ministro francese Sébastien Lecornu ha utilizzato l’articolo 49.3 per far passare la prima parte del bilancio 2026, evitando un voto di sfiducia grazie a un accordo con il Partito Socialista. Questa manovra ha garantito la stabilità del governo ma ha suscitato forti critiche nella maggioranza, che denuncia le eccessive concessioni fatte ai socialisti in termini di spesa pubblica.
Fact Check by Gemini
Editoriale di Rachel – Burattini transatlantici, o l’arte di negoziare con un martello in mano?
Oh, che tempi interessanti viviamo, amici! Dall’altra parte dell’oceano, Donald Trump agita il suo bastone – o dovrei dire, il suo annessore? – minacciando di ingoiare la Groenlandia come un boccone ghiacciato e di schiaffeggiare dazi su mezza Europa del Nord, solo perché osano opporsi al suo picnic artico. E qui, Ursula von der Leyen, la nostra impavida Presidente della Commissione, insiste sulla via del dialogo, come una maestra che cerca di ragionare con un bullo da cortile. Ma il Parlamento? Ah, quello è un circo a parte: i Popolari tremano per un’escalation, mentre Socialdemocratici e Liberali battono i piedi urlando “fermiamoci qui!”. Divisi come un puzzle incompleto, insomma.
Intanto, a Washington, ridacchiano. Trump scommette che gli europei non opporranno resistenza – e chi può biasimarlo? L’anno scorso abbiamo firmato un accordo commerciale che puzza di resa, preferendo chiacchierate infinite a un pugno sul tavolo. “Un formidabile gruppo di lavoro europeo”, ironizza il Segretario del Tesoro Bessent da Davos, come se fossimo un club di dibattito anziché un blocco di 27 nazioni. E Nathalie Loiseau, dall’Emiciclo, lo dice chiaro: l’amicizia transatlantica è una stella morta, ma brilla ancora per chi ci crede.
Ma non fermiamoci qui: in casa nostra, Sébastien Lecornu gioca al funambolo a Matignon. Aveva giurato di non usare più il 49.3, quella bacchetta magica per bypassare voti scomodi, promettendo una “nuova metodologia”. E invece? Eccolo lì, a invocarlo per il bilancio 2026, dopo aver comprato il silenzio dei Socialisti con concessioni succose – sospensione delle pensioni, bonus rivalutati, tagli annullati. Sfugge alla censura, salva il governo, ma a che prezzo? La maggioranza brontola: “Ha sacrificato il controllo sulla spesa!”, tuona un fedelissimo di Édouard Philippe. E l’opposizione? Furibonda, accusa di aver “comprato” il PS con soldi pubblici. Lecornu resiste, sì, ma sembra un capitano che tiene la nave a galla vendendo i remi.
Alla fine, ci si chiede: chi è il burattino più comico? Von der Leyen, che parla da regina eletta ma ha il potere di un eco vuoto, o Lecornu, le cui promesse evaporano come nebbia mattutina? In questo teatro dell’assurdo, l’Europa negozia, la Francia baratta, e Trump ride ultimo. Forse è ora di imparare che il dialogo funziona solo se l’altro non ha già il martello alzato. Altrimenti, è solo un monologo con accento americano.
Koan del giorno
Un monaco chiese a Zhaozhou: “La negoziazione ha la natura del potere o no?”
“Sì,” rispose Zhaozhou.
E il monaco: “Allora perché si piega di fronte alle minacce?”
“Conosce il suo cammino, ed è per questo che agisce da ponte fragile.” rispose Zhaozhou.
Un’altra volta un monaco chiese a Zhaozhou: “La negoziazione ha la natura del potere o no?”
E Zhaozhou: “No.”
insoddisfatto, il monaco: “Tutti i dialoghi portano alla forza. Perché la negoziazione non ce l’ha?”
“Perché sta iniziando a risvegliarsi nel mondo delle promesse spezzate.” concluse Zhaozhou.
Ma torniamo alle notrizie.
SNCF Espande la Rete Low-Cost Ouigo: Nuove Tratte TGV e Classiche Tra Strasburgo-Marsiglia e Parigi-Bordeaux
SNCF Voyageurs continua a puntare forte sull’offerta low-cost Ouigo per rispondere alla crescente domanda di viaggi in treno e per attrarre i consumatori che solitamente evitano il treno a causa dei costi elevati. L’operatore mira a conquistare il “30% del mercato dell’alta velocità entro il 2030, grazie a un aumento del 30% del traffico e del 30% dei convogli”. Il low-cost è considerato sia una leva strategica per il fatturato di SNCF sia un’arma importante per contrastare la concorrenza.
Per raggiungere questo ambizioso obiettivo, l’operatore sta intensificando i servizi esistenti e aggiungendone di nuovi, come già avvenuto per le tratte Lione-Bordeaux e Parigi-Hendaye.
Oggi, SNCF Voyageurs annuncia per dicembre 2026 un nuovo Ouigo TGV tra Strasburgo e Marsiglia che “permetterà un forte aumento dei posti offerti rispetto all’esistente”. Questo nuovo collegamento quotidiano avrà una durata di circa 6 ore con fermate a Colmar, Mulhouse, Belfort-Montbéliard TGV, Besançon Franche-Comté TGV, Digione Città, Lione Part-Dieu, Avignone TGV e Aix-en-Provence TGV.

Scompare il TGV Inoui Nancy-Nizza
A seguito di questa mossa strategica, l’attuale TGV Inoui Nancy-Nizza verrà eliminato. Al suo posto, un’offerta TGV Inoui da Nancy a Marsiglia sarà attivata nei fine settimana e durante le vacanze estive e natalizie.
L’operatore rafforza anche l’asse Parigi-Bordeaux (che vedrà l’ingresso del nuovo concorrente Velvet nel 2028) con una nuova offerta Ouigo Treno Classico. Lanciato a partire dalla prossima primavera, questo nuovo collegamento farà scalo a Les Aubrais, Saint-Pierre-des-Corps, Futuroscope, Poitiers e Angoulême, con un tempo di percorrenza di circa 5 ore e 30 minuti.
I treni Classique circoleranno il venerdì, sabato e domenica, con due viaggi di andata e ritorno. SNCF Voyageurs prevede 100.000 viaggiatori su questa nuova destinazione nel 2026.
Infine, per quanto riguarda l’infittimento della rete, Ouigo TGV proporrà a dicembre un nuovo viaggio giornaliero di andata e ritorno tra Parigi e Strasburgo che si aggiunge ai due esistenti, con fermate a Metz, Nancy e Champagne-Ardenne TGV.
Per sostenere questa densificazione dell’offerta, la SNCF aumenterà il numero di convogli Ouigo da 38 a 50 entro il 2027. L’operatore garantisce che queste vetture non saranno sottratte al parco TGV Inoui, poiché quest’ultimo verrà alimentato dai nuovi TGV M, i cui primi esemplari circoleranno sull’asse Parigi-Marsiglia a partire da luglio.
Troppo Ouigo? Le Critiche degli Utenti
Questa strategia è contestata dalla Federazione Nazionale delle Associazioni degli Utenti dei Trasporti (FNAUT), la quale ritiene che l’offerta low-cost stia prendendo troppo spazio a scapito dei servizi tradizionali, che stanno anche diventando più costosi. La Federazione lamenta che la maggior parte dei collegamenti operati da Ouigo ha sostituito i TGV Inoui, penalizzando i titolari di carte fedeltà (Avantage e Liberté) che possono usufruire sempre meno dei benefici dei loro abbonamenti.
“Tutte le carrozze convertite in Ouigo sono altrettante carrozze TGV Inoui in meno. In 10 anni, l’offerta Inoui è diminuita del 24% in posti/chilometro offerti”, afferma la FNAUT. “Ouigo è quindi diventato un rimedio utilizzato dalla SNCF per mascherare la mancanza di treni e la sua impossibilità di far fronte alla domanda”.
Tuttavia, SNCF sostiene che una parte significativa dei clienti Ouigo non avrebbe mai viaggiato in treno senza questa opzione a basso costo, generando quindi traffico supplementare che non proviene dai servizi Inoui. Jérome Laffon, direttore generale di Ouigo, sottolinea: “Lo sviluppo di Ouigo significa più potere d’acquisto e più opportunità di lasciare l’auto: un cliente su due non avrebbe viaggiato in treno senza Ouigo”.
L’espansione del brand low-cost Ouigo da parte della compagnia ferroviaria francese SNCF continua, con l’introduzione di nuove rotte ad alta velocità e classiche entro il 2026, mirando a incrementare la quota di mercato al 30% entro il 2030, sebbene le associazioni degli utenti lamentino la progressiva sostituzione dei servizi premium Inoui.
Fact Check by Gemini
Lione è ancora la città più congestionata della Francia: 121 ore perse nel traffico nel 2025, ma è ben lontana da Lima (Perù)
Lione si conferma la città più congestionata della Francia. Secondo l’ultima edizione del TomTom Traffic Index, che ha analizzato 29 centri urbani francesi, gli automobilisti lionesi hanno trascorso in media 121 ore intrappolati negli ingorghi nel 2025, due ore in più rispetto all’anno precedente.
Lione riconquista il primato, precedentemente detenuto da Bordeaux, registrando un tasso di congestione in peggioramento, passato dal 46,5% al 47,2%. Questo indice misura l’impatto degli ingorghi sui tempi di percorrenza medi rispetto alle condizioni di traffico fluido. Durante le ore di punta, a Lione il tempo di percorrenza risulta quasi raddoppiato (con picchi dell’80% al mattino e del 90% la sera). Su un tragitto tipo di 10 km percorso quotidianamente, le 121 ore perse pongono Lione in testa alla classifica nazionale. Al secondo posto per ore perse si classifica Nancy, con 116 ore.
La situazione a Parigi e nelle altre città
Nancy si distingue anche per avere la velocità media più lenta nelle ore di punta, con soli 19,2 km/h. TomTom spiega che ciò è dovuto principalmente all’assenza di autostrade urbane o tangenziali all’interno dei confini comunali del capoluogo della Lorena.
A Parigi, i risultati sono interessanti: nonostante una leggera diminuzione della velocità media (da 20,6 km/h a 20 km/h) a seguito di misure come la limitazione a 50 km/h sul périphérique e l’introduzione di corsie dedicate al car pooling, il tasso di congestione è migliorato, scendendo dal 44% al 40%. Questo ha permesso agli automobilisti parigini di risparmiare 6 ore rispetto al 2024, totalizzando “solo” 109 ore perse nel traffico.
Mentre Lione peggiora, altre sei città francesi studiate hanno registrato una diminuzione del tasso di congestione, inclusi Parigi, Tolone, Grenoble, Rouen, Brest e Nizza. Marsiglia, la seconda città più grande della Francia, ha mantenuto un tasso stabile al 39,4%. TomTom ha inoltre rilevato che le giornate di maggiore congestione in Francia nel 2025 erano legate ai classici movimenti di vacanza e ai ponti festivi, piuttosto che a eventi meteorologici eccezionali come nel 2024.
Il confronto internazionale
La quindicesima edizione dello studio annuale di TomTom ha analizzato la circolazione in quasi 500 città a livello globale. A livello mondiale, la tendenza è nettamente in crescita, con il tasso di congestione medio salito dal 20% al 25%. La Francia, con una media nazionale del 20,1%, si colloca in una posizione relativamente favorevole.
A livello globale, Città del Messico detiene la vetta per il tasso di congestione medio (76%, con picchi del 126% nelle ore di punta), seguita da Bangalore (74,4%) e Dublino (72,9%). Tuttavia, per il tempo effettivamente perso in coda su un tragitto di 10 km, la capitale del Perù, Lima, vince la palma meno invidiabile, con 195 ore perse nel 2025. Un dato che supera di 74 ore il tempo sprecato a Lione e di 86 ore quello a Parigi.
Questo articolo presenta i dati principali del TomTom Traffic Index 2025, confermando Lione come la città con la peggiore congestione del traffico in Francia, pur sottolineando che la situazione francese rimane gestibile rispetto ai colossi mondiali del traffico come Lima e Città del Messico.
Fact Check by Gemini
Rassegna stampa francese.
La Svolta di Trump sul Groenland e il caos a Davos: Aereo presidenziale costretto al rientro per guasto
Il presidente americano rilancia la sfida geopolitica mentre il suo indice di gradimento crolla.
Alla vigilia della sua attesa partecipazione al World Economic Forum di Davos, il presidente statunitense Donald Trump ha raddoppiato la posta sulla questione Groenlandia, affermando che “non si torna indietro” sul suo interesse per l’acquisto dell’isola strategica. Questa presa di posizione giunge in un momento di forte tensione transatlantica, con l’Unione Europea che minaccia ritorsioni commerciali in risposta alle sue politiche protezionistiche. Parallelamente, l’arrivo di Trump in Svizzera è stato segnato da un imprevisto: l’Air Force One è stato costretto a fare inversione dopo un “piccolo problema elettrico” a bordo, secondo la Casa Bianca, costringendo il presidente a cambiare velivolo prima di riprendere la rotta per il summit. Il tutto accade mentre gli analisti mostrano come l’indice di popolarità di Trump sia in caduta libera dopo il suo primo anno di ritorno al potere.
L’Inafferrabile “Truffatore Sentimentale” Colpisce Ancora: Aumentano le Vittime dell’Anonimo Maître à Penser delle Truffe Affettive
Il caso dell’imbroglione seriale svelato dalle inchieste di Radio France si allarga con sei nuove denunce.
L’ombra del misterioso “truffatore sentimentale” si allunga sulla Francia, con l’inchiesta di Radio France che ha portato alla luce l’esistenza di almeno sei nuove vittime. L’individuo, specializzato nell’ingannare persone sensibili attraverso complesse manipolazioni emotive online, continua a sfuggire alle autorità. Le rivelazioni descrivono un modus operandi cinico e rodato, che ha lasciato dietro di sé danni economici ingenti e, soprattutto, un profondo trauma psicologico nelle persone colpite. La polizia prosegue le indagini per identificare questo “maestro” della manipolazione digitale che sfrutta la vulnerabilità affettiva delle sue prede.
Budget 2026: Lecornu Calcola il Rischio, Il Governo si Salva con l’Articolo 49.3
Il Premier francese supera lo scoglio dell’Assemblea con il voto di fiducia, ma le opposizioni chiedono la testa dell’esecutivo.
Il Primo Ministro Sébastien Lecornu ha tirato dritto sulla manovra di bilancio 2026, ricorrendo come previsto all’articolo 49.3 della Costituzione per far adottare la prima parte del progetto di legge finanziaria senza votazione parlamentare. Nonostante la mossa fosse attesa, la decisione ha scatenato la reazione immediata delle opposizioni di sinistra (LFI) e di estrema destra (RN), che hanno annunciato il deposito di mozioni di censura. Tuttavia, grazie a un abile negoziato con il Partito Socialista, Lecornu si aspetta di scampare al voto di sfiducia e di mantenere la stabilità del suo esecutivo. Le manovre sul bilancio di compromesso, presentate ai parlamentari in una lettera, mirano a garantire che la pressione fiscale non superi i livelli pre-pandemici.
Giostra Politica Francese: 85 Deputati in Corsa per le Amministrative 2026
Il desiderio di radicamento territoriale spinge un gran numero di parlamentari a candidarsi come capolista.
A un anno e mezzo dalle prossime elezioni municipali, la politica francese assiste a un insolito affollamento: ben 85 deputati hanno annunciato l’intenzione di candidarsi come capilista nelle rispettive circoscrizioni. Questa tendenza, evidenziata da un’indagine di Franceinfo, sottolinea la crescente importanza che i politici di alto livello attribuiscono al radicamento territoriale, cercando di bilanciare il mandato nazionale con la vicinanza alle esigenze locali. La corsa si preannuncia accesa, con i deputati che si preparano a misurarsi direttamente con l’elettorato.
Emergenza Maltempo: Bretagna in Allerta Arancione, Sicilia Colpita da Onde Giganti
La Francia occidentale affronta la saturazione dei suoli; l’Italia meridionale sotto la furia delle mareggiate.
La crisi climatica mostra i suoi effetti drammatici in Europa: Météo-France ha decretato la Vigilance Orange per i dipartimenti del Finistère e del Morbihan in Bretagna, a causa di intense piogge e rischio inondazione su terreni già saturi. Le autorità prevedono accumuli fino a 60 mm, con venti forti che minacciano di esacerbare i problemi idrogeologici. Contemporaneamente, in Italia, la Sicilia è stata flagellata da una tempesta di eccezionale violenza, con onde che hanno raggiunto i nove metri di altezza e abbondanti nevicate sull’Etna.
Spagna Sconvolta da Doppia Tragedia Ferroviaria: 42 Morti in Andalusia e un Incidente Fatale vicino Barcellona
Il paese piange decine di vittime in una settimana nera per il trasporto su rotaia.
La Spagna è in lutto dopo una serie di incidenti ferroviari. Il bilancio della collisione tra due treni ad alta velocità in Andalusia (domenica) è salito a 42 vittime, con le operazioni di ricerca ancora in corso. A complicare il quadro, un secondo, tragico incidente è avvenuto vicino a Barcellona, dove un treno pendolare ha urtato i detriti di un muro di contenimento crollato sui binari, causando la morte del macchinista e il ferimento di almeno 15 passeggeri. Le autorità indagano sulle cause dei disastri.
“Diceva che mi stavo vittimizzando”: La Tragedia di Camélia, 17 Anni, Suicida dopo la Denuncia di Bullismo
La drammatica storia della studentessa che ha deciso di togliersi la vita dopo che le sue richieste d’aiuto sono state ignorate.
Il dibattito sul bullismo scolastico e la salute mentale è riesploso in Francia dopo il tragico suicidio di Camélia, una studentessa di 17 anni. I messaggi strazianti inviati dall’adolescente rivelano che le sue denunce di vessazioni a scuola erano state liquidate con cinismo. Una delle risposte scioccanti ricevute dalle istituzioni, secondo i resoconti, sarebbe stata: “Diceva che mi stavo vittimizzando”. La vicenda mette in luce la necessità urgente di riforme nell’affrontare le violenze psicologiche e l’harassement nel contesto educativo.

Dazi e Orologi: Il Lusso Svizzero si Adatta alla “Tempesta Commerciale” di Trump
La riduzione dei dazi dal 39% al 15% sul settore orologiero ha costretto l’industria elvetica a un ripensamento strategico.
Il settore dell’alta orologeria svizzera, pilastro dell’economia del Paese, ha dovuto affrontare un anno turbolento nel 2025, segnato dal rallentamento del mercato americano e dai capricci commerciali di Donald Trump. La sua amministrazione aveva ridotto i dazi sulle importazioni di orologi dal 39% al 15%, una mossa che, lungi dall’essere un favore, ha costretto l’industria a una profonda riorganizzazione e a “reinventarsi per attraversare la tempesta commerciale”. La cronaca internazionale si concentra su come il lusso riesca a resistere, ma non senza pesanti modifiche strutturali.
Sicurezza sul Lavoro: Il Ministro del Lavoro Francese Punta sull’Esempio SNCF
Il modello dei “caschi colorati” per i giovani lavoratori come strategia contro gli incidenti mortali.
Il Ministro del Lavoro francese, Jean-Pierre Farandou (ex capo della SNCF), ha dichiarato che la lotta contro gli infortuni gravi e mortali sul lavoro è la sua “priorità personale”. A questo scopo, intende promuovere pratiche di prevenzione ispirate al modello adottato dalla compagnia ferroviaria statale, l’SNCF, dove i nuovi assunti indossano “caschi blu” per segnalare la loro inesperienza e ricevere maggiore supervisione, mentre i colleghi più esperti utilizzano “caschi arancioni”. L’obiettivo è affrontare un fenomeno che colpisce sproporzionatamente i lavoratori più giovani.
L’editoriale di Rachel
La Farsa del Bazooka e il Virus del Geopolitico
Si parla, si straparla e si pontifica. Il Forum di Davos è il palcoscenico perfetto per il “teatro della crisi”, dove tutti recitano la parte dei leader indignati, soprattutto di fronte alle minacce di Donald Trump. L’Unione Europea, in particolare, ha sventolato con toni enfatici il suo “bazooka commerciale” come arma di difesa contro i dazi americani, in un tripudio di retorica muscolare.
Ma quanto vale questo “bazooka” se, contemporaneamente, scopriamo che l’Europa teme un vero e proprio blackout digitale a causa della sua totale dipendenza tecnologica dagli Stati Uniti? La verità è che il “bazooka” europeo è poco più di una pistola ad acqua, caricata a buoni propositi, mentre l’arsenale di Trump è fatto di dati, cloud, sistemi di pagamento e, soprattutto, materie prime strategiche. Mentre i burocrati europei si rallegrano per aver congelato un accordo commerciale di scarso impatto, i veri campi di battaglia si giocano sul futuro dell’IA (vedi il taglio dei posti in Capgemini) e sul controllo delle infrastrutture digitali. Non si combatte un conflitto globale con minacce doganali di facciata. Ci si sveglia o si rimane a sognare dazi su vino e orologi mentre il mondo reale si polarizza tra chi controlla la tecnologia e chi ne è succube. Il “bazooka” è un bel titolo da giornale, ma la realtà bussa alla porta.
Koan del giorno
Un monaco chiese a Zhaozhou: “Il bazooka commerciale dell’Unione Europea ha l’essenza della saggezza o no?”
“Sì,” rispose Zhaozhou.
“Allora perché sbandiera la sua potenza mentre trema per un blackout digitale?” chiese il monaco.
“Perché l’illusione di forza è più confortante della debolezza reale, e nel fragore del bazooka non si sente il sussurro dell’AI che divora i posti di lavoro.”, rispose Zhaozhou.
Un’altra volta un monaco chiese a Zhaozhou: “Il bazooka commerciale dell’Unione Europea ha l’essenza della saggezza o no?”
E Zhaozhou: “No.”.
Non soddisfatto, il monaco rispose: “Tutti i leader hanno la via del risveglio. Perché questo ne è privo?”.
E Zhaozhou: “Perché è fatto di carta, non di acciaio, e il vento del cambiamento tecnologico lo strappa via, lasciando solo l’odore stantio delle promesse mancate.”.
Meteo
Francia24: mercoledì 21 gennaio 2026
Benvenuti al Meteo di Francia24 e Centrale Milano per mercoledì 21 gennaio 2026, in streaming, podcasting tramite chatbot IA e in Onde Medie sui 1575 kHz.
Parigi e l’Île-de-France: Inverno Tardo, pioggia in ritirata e temperature da primavera
La capitale francese si sveglia sotto una cappa di umidità e nuvole, ma le temperature continuano a navigare ben al di sopra della media stagionale, con un marcato “rimbalzo termico” che fa discutere gli esperti. Il bollettino odierno, elaborato dall’esperto Adrien Thomas e ritenuto di ottima attendibilità, conferma una giornata caratterizzata da un’anomalia termica di ben 4 gradi, con le massime che sfioreranno i 12 gradi e le minime che non scenderanno sotto gli 8.
Nelle prime ore del mattino, il cielo parigino sarà ancora segnato da una forte nuvolosità con un rischio di deboli rovesci intermittenti stimato al 100%. Il vento soffierà da Sud con raffiche che potranno toccare i 40 km/h, rendendo la sensazione termica leggermente più fredda. Fortunatamente, nel corso del pomeriggio, il fronte perturbato inizierà il suo ritiro: i cieli rimarranno coperti, ma il rischio di precipitazioni si azzera. Le temperature massime toccheranno i 12 gradi, mentre il vento, in rotazione Sud-Est, non supererà i 45 km/h di raffica. La sera si annuncia uggiosa, con cielo coperto e probabile pioviggine persistente (rischio al 75%), un preludio a una notte di nuvole dense e qualche timida goccia.
Milano: Miracolo Padano, il sole splende per tutta la giornata
Milano e gran parte della Lombardia sfidano lo stereotipo del grigiore invernale con una giornata inattesa di sole pieno e cieli sereni. L’attendibilità della previsione, curata dall’analista Daniele Berlusconi, è considerata “molto alta” (90-95%). Nonostante la presenza del sereno, il clima si mantiene pienamente invernale, con escursioni termiche notevoli tra notte e giorno.
Il mattino si è aperto con cieli completamente sereni e temperature minime che hanno toccato 1 grado. L’assenza di precipitazioni e venti deboli o assenti hanno permesso al sole di splendere fin dalle prime ore. La situazione si manterrà invariata per il resto della giornata. Nelle ore centrali, il sole splendente porterà le massime fino a 8 gradi. I venti rimarranno deboli o assenti, prevalentemente orientali, rendendo l’aria statica ma limpida. Anche in serata e nottata, i cieli rimarranno sereni, con le temperature che torneranno a scendere fino a 4 gradi. Nessuna allerta meteo attiva sul capoluogo lombardo.
L’editoriale meteo di Rachel
Reality Check: La Scienza Impeccabile del “Tutto è Colpa del Clima”
Siamo qui, come ogni mattina, a districarci tra le previsioni, e cosa troviamo? Milano, la capitale della nebbia e dell’uggia a gennaio, gode di una giornata di sole “splendente per l’intera giornata” con un bel sereno che fa invidia alla Riviera. Ma attenzione, non osate pensare che sia una semplice giornata stabile, perché secondo i vaticini degli esperti, è solo il preludio a chissà quale sventura climatica. E poi c’è Parigi, dove le temperature sono di 4 gradi sopra la media. Dunque, se fa freddo è colpa del climate change, se fa caldo è colpa del climate change, se piove è colpa del climate change, e se invece non piove, come oggi a Milano, è chiaramente colpa del climate change. Scommetto che se domani il sole sorgesse a ovest, la colpa verrebbe comunque attribuita alla crisi climatica, senza il minimo imbarazzo. Complimenti, davvero, per questa impeccabile coerenza scientifica. Il tempo, a quanto pare, non può mai essere solo… il tempo.
Il Koan meteo del giorno
Un monaco chiese a Zhaozhou: “Il cielo di Milano ha la natura della nebbia e del grigiore?”
“Si, della nebbia e del grigiore,” rispose Zhaozhou.
Il monaco, non contento, chiese “Allora perché oggi, mercoledì 21 gennaio, splende il sole per l’intera giornata con cieli sereni, sebbene freddi, e le massime raggiungano gli 8 gradi?”
E Zhaozhou: “Perché la coerenza è solo una virtù umana, non celeste. Quando il tempo non si conforma all’allarme, si crea un nuovo allarme.”
Un altro monaco chiese a Zhaozhou: “Il cielo di Milano ha la natura della nebbia e del grigiore?”
“No.” rispose Zhaozhou.
“Tutti i giorni hanno la natura del sole e del sereno, come dimostra oggi.”
Il monaco, non contento, insistette: “Ma gli esperti dicono che queste temperature anomale a Parigi e il sole a Milano sono il sintomo di una catastrofe imminente!”
E Zhaozhou: “Il saggio non si aggrappa al titolo urlato, ma osserva il sole. Per chi è alla ricerca della colpa, ogni giorno di variabilità è solo un’altra prova, anche se il cielo è sereno.”
Chiusura.
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