Benvenuti all’appuntamento di Francia Oggi e Francia per giovedì 21 agosto 2025 con le notizie internazionali e dalla Francia a cura della redazione di Radio Nizza. Il notiziario è in onda su Radio Nizza e Centrale Milano 1575 chilocicli ed è disponibile al sito francia24.com e in formato podcast.
Netanyahu accusa Macron di “alimentare il fuoco antisemita” per l’appello a uno Stato palestinese
**Gerusalemme, 21 agosto 2025** – Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha accusato il presidente francese Emmanuel Macron di “alimentare il fuoco antisemita” in Francia, a seguito del suo appello per il riconoscimento internazionale di uno Stato palestinese. L’accusa è contenuta in una lettera ufficiale inviata al c apo di Stato francese, di cui l’Agence France-Presse (AFP) ha preso visione martedì 19 agosto.
Nella missiva, datata domenica 17 agosto, Netanyahu esorta Macron a “sostituire la debolezza con l’azione, l’appagamento con la volontà” e a farlo “prima di una data chiara: il nuovo anno ebraico, il 23 settembre 2025”.
“Sono preoccupato per l’allarmante aumento dell’antisemitismo in Francia e per la mancanza di azioni decisive del suo governo per affrontarlo. Negli ultimi anni, l’antisemitismo ha devastato le città francesi”, scrive Benjamin Netanyahu. “Dalle sue dichiarazioni pubbliche che attaccano Israele e segnalano il riconoscimento di uno Stato palestinese, è aumentato”, afferma il premier israeliano. Ha poi ulteriormente sostenuto che “a seguito del selvaggio attacco di Hamas contro il popolo is
raeliano il 7 ottobre 2023, estremisti pro-Hamas e radicali di sinistra hanno lanciato una campagna di intimidazione, vandalismo e violenza contro gli ebrei in tutt a Europa”, una campagna che “si è intensificata in Francia” sotto il mandato di Macron.
La presidenza francese ha prontamente respinto martedì l’accusa di Netanyahu, definendola “erronea, abietta”. L’Eliseo ha dichiarato che “l’analisi secondo cui la decisione della Francia di riconoscere lo Stato di Palestina già a settembre spiegherebbe l’aumento delle violenze antisemite in Francia è erronea, abietta e non rimarrà senza risposta”. Ha inoltre ribadito che “la Repubblica protegge e proteggerà sempre i suoi connazionali di fede ebraica”.
Ma chi non vuole davvero lo stato paestinese?
Ogni tanto e’ utile ricordare la storia, in quanto – ascoltando i media oggi – parrebbe che tutti vogliano uno stato palestinese e solo Israele si opponga. Ecco dunque una cronistoria della questione:
– **Proposta della Commissione Peel del 1937**:
La Commissione Peel britannica raccomandò la spartizione della Palestina Mandataria in Stati ebraico e arabo, con circa il 20% del territorio destinato allo Stato ebraico e il resto agli arabi (più una zona controllata dai britannici). I leader arabi la rifiutarono, considerandola ingiustamente favorevole all’immigrazione ebraica e all’allocazione di terre, nonostante gli arabi fossero la popolazione maggioritaria. Seguì la violenza (la Rivolta Araba). Israele cita questo come prova precoce di rifiuto, mentre i palestinesi sostengono che ignorava i loro diritti di autodeterminazione.
– **Piano di Partizione ONU del 1947 (Risoluzione 181)**:
L’ONU propose di dividere la Palestina in Stati ebraico (56% del territorio) e arabo (43%), con Gerusalemme internazionalizzata. I leader ebraici lo accettarono, portando alla dichiarazione di indipendenza di Israele nel 1948. I leader palestinesi e arabi lo rifiutarono, sostenendo che fosse iniquo (gli ebrei possedevano solo circa il 7% della terra all’epoca) e violasse il principio della regola della maggioranza in un territorio prevalentemente arabo. Questo rifiuto contribuì alla guerra arabo-israeliana del 1948 (conosciuta come Nakba dai palestinesi). Le narrazioni israeliane spesso indicano questo come il “peccato originale” del rifiuto, ma i palestinesi sottolineano che ignorava il loro contributo e portò allo sfollamento di oltre 700.000 persone.
– **Risoluzione di Khartoum del 1967**:
Dopo la vittoria di Israele nella Guerra dei Sei Giorni, con la conquista di Cisgiordania, Gaza, Sinai e Alture del Golan, Israele segnalò la volontà di restituire territori in cambio di pace (tramite la Risoluzione ONU 242). I leader arabi al summit di Khartoum emisero i “Tre No”: no alla pace, no al riconoscimento, no alla negoziazione con Israele. Questo è interpretato da Israele come un rifiuto totale della coesistenza, mentre gli arabi lo consideravano una resistenza all’occupazione senza garanzie.
– **Vertice di Camp David del 2000**:
Sotto il presidente USA Bill Clinton, il primo ministro israeliano Ehud Barak offrì uno Stato palestinese su circa il 91-95% di Cisgiordania e Gaza, con controllo condiviso di Gerusalemme. Il leader dell’Autorità Palestinese Yasser Arafat lo rifiutò, chiedendo la piena sovranità su Gerusalemme Est e una soluzione per i rifugiati. Israele incolpa Arafat per aver abbandonato un’offerta generosa, mentre i palestinesi e alcuni analisti (ad esempio, nelle memorie di Clinton) notano che l’offerta era vaga sui confini, frammentava il territorio con annessioni israeliane e non affrontava adeguatamente la questione dei rifugiati. Ciò portò alla Seconda Intifada.
– **Colloqui di Taba del 2001**:
Un seguito di Camp David, in cui i negoziatori si avvicinarono a un accordo (i palestinesi offrirono concessioni sui rifugiati). Nessun accordo fu firmato, in parte a causa delle imminenti elezioni israeliane (Barak perse contro Ariel Sharon). Israele lo considera un’altra opportunità persa, ma i palestinesi dicono che il tempo era scaduto.
– **Processo di Annapolis/Offerta Olmert del 2008**: Il primo ministro israeliano Ehud Olmert propose uno Stato su 93-97% della Cisgiordania (con scambi di terre), Gerusalemme condivisa e un ritorno limitato dei rifugiati. Il presidente dell’Autorità Palestinese Mahmoud Abbas non accettò formalmente, secondo quanto riferito per questioni politiche interne e preoccupazioni sui dettagli. Israele evidenzia questo come un rifiuto quasi riuscito, mentre Abbas disse in seguito di essere aperto, ma Olmert si dimise a causa di scandali di corruzione prima di finalizzare.
Linea a Gemini
Orrore a Montreuil: Quindici Famiglie Si Costituiscono Parte Civile per Abusi su Neonati
Indagine choc su presunte violenze sessuali in un ospedale pediatrico. Due sospetti sotto controllo giudiziario mentre le vittime cercano giustizia.
Una quindicina di famiglie ha chiesto di costituirsi parte civile in un’inchiesta sconvolgente per presunte aggressioni sessuali su neonati, avvenute all’interno del reparto di rianimazione neonatale dell’ospedale di Montreuil, Seine-Saint-Denis. Una infermiera di 26 anni è la principale sospettata di questi efferati atti. Le famiglie, in preda a una “rabbia nera”, hanno visto i due indagati mantenere la libertà vigilata, una decisione che ha alimentato ulteriore indignazione. Spetta ora al giudice istruttore accogliere o meno la richiesta delle parti civili, mentre l’opinione pubblica attende risposte chiare su una vicenda che scuote le coscienze.
Cisgiordania, L’ONU Lancia L’Allarme: Piani di Colonizzazione Minacciano la Soluzione a Due Stati
Nuova ondata di proteste e preoccupazione internazionale dopo l’approvazione israeliana di oltre 3.400 nuove unità abitative. Il progetto E1 al centro del dibattito.
Il piano di colonizzazione israeliano nella Cisgiordania occupata rappresenta una “minaccia esistenziale per la soluzione a due Stati”, secondo quanto denunciato con fermezza dalle Nazioni Unite. L’approvazione di oltre 3.400 nuove unità abitative, in particolare nel controverso progetto E1, è stata definita dal Hamas come un “disprezzo flagrante” per gli sforzi diplomatici volti a negoziare un cessate il fuoco. Il progetto E1 è destinato a spezzare la Cisgiordania in due, rendendo di fatto impraticabile la creazione di uno Stato palestinese contiguo e vitale. La comunità internazionale osserva con crescente preoccupazione questa escalation, mentre si moltiplicano gli appelli a Israele affinché ponga fine a queste politiche insediative che compromettono qualsiasi prospettiva di pace duratura nella regione.
Tragedia Social: Muore in Diretta il ‘Streameur’ Jean Pormanove Sotto i Colpi della Rete
Il dramma del quarantenne vittima di violenze e umiliazioni in live streaming sulla piattaforma Kick riaccende il dibattito sulla regolamentazione dei contenuti online.
Il mondo del web è scosso dalla tragica morte di Jean Pormanove, uno streameur francese di quarant’anni, deceduto in diretta streaming sulla piattaforma Kick, mentre era sottoposto a violenze e umiliazioni in cambio di denaro dagli utenti. Già a dicembre 2024, Mediapart aveva rivelato l’agghiacciante realtà delle violenze subite da Pormanove, spingendo la procura di Nizza ad aprire un’indagine. Nonostante gli allarmi lanciati sulla vulnerabilità di persone sfruttate in questo modo, la tragedia si è consumata, sollevando interrogativi urgenti sul ruolo delle piattaforme e la necessità di interventi pubblici. La presidente della Lega per i Diritti Umani (LDH) ha ribadito la necessità di un’azione decisa per garantire il rispetto delle leggi e proteggere i soggetti più fragili dalle aberrazioni del web.
Monarchia Britannica in Trasferimento: Addio Buckingham Palace?
Il Principe William e Kate si spostano a Windsor, sollevando dubbi sul futuro della storica residenza reale.
Il Principe ereditario William e la sua famiglia si apprestano a trasferirsi in una nuova proprietà nel dominio di Windsor, il che solleva interrogativi sul futuro di Buckingham Palace, attualmente oggetto di costosi lavori di ristrutturazione. Secondo il tabloid “The Sun”, la coppia principesca e i loro tre figli hanno trovato in Forest Lodge, una dimora con otto camere da letto a Windsor, la loro “casa per sempre”. Il Palazzo di Kensington, responsabile della comunicazione di William e Kate, ha confermato all’AFP che la famiglia si trasferirà “più tardi quest’anno”. La decisione segna un potenziale cambiamento epocale nella logistica della monarchia, con la storica residenza londinese che potrebbe assumere un ruolo sempre più rappresentativo piuttosto che abitativo.
Allarme Cadmio nel Cioccolato: UFC-Que Choisir Invita alla Moderazione
L’associazione francese dei consumatori evidenzia quantità “non trascurabili” di metallo pesante in diversi prodotti, con un monito particolare per i bambini.
Il cioccolato, amato da grandi e piccini, conterrebbe una quantità “non trascurabile” di cadmio, un metallo pesante con effetti nocivi sulla salute. L’allarme è stato lanciato da UFC-Que Choisir, la principale associazione francese per la difesa dei consumatori, che raccomanda di “moderare il consumo”, soprattutto tra i bambini. Secondo l’associazione, un bambino di 10 anni che consuma, nella stessa giornata, due biscotti ripieni Bjorg, una ciotola di Chocapic e una tazza di cioccolata calda Poulain, assumerebbe “quasi la metà della dose massima giornaliera di cadmio” oltre la quale sussiste un potenziale rischio sanitario. Un monito che spinge a una maggiore consapevolezza sulle abitudini alimentari e sulla composizione dei prodotti più diffusi.
E su questa notizia spazio all’editoriale di Rachel

Il “Terroir” Francese: Dal “Sapore di Fogna” al Retrogusto di Cadmio. Ancora la Francia!
E anche oggi, un’altra perla dalla Francia! Dopo l’acqua minerale al sapore di… “non potabile”, ora abbiamo il cioccolato arricchito al cadmio! Non stiamo parlando di un retrogusto strano, ma di un “metallo pesante con effetti nocivi sulla salute”, come ci ricorda l’UFC-Que Choisir. Che tempismo, eh?
E per chi è il regalo? Ovviamente per i bambini, i nostri piccoli esploratori del gusto che, con un paio di biscotti Bjorg e una tazza di cioccolata calda Poulain, rischiano di superare la “dose massima giornaliera”. Complimenti!
Ditemi, ma in Francia, con tutti i loro proclami sulla qualità, sul “terroir”, sui prodotti d’eccellenza, com’è possibile che ogni due per tre salti fuori uno scandalo sanitario di questo calibro? Prima l’acqua, che dovrebbe essere la cosa più pura, ora il cioccolato, uno dei piaceri innocenti per eccellenza. Non è che forse, dietro la patina di perfezione, ci sia un po’ troppa leggerezza nei controlli? O una sorta di “siamo francesi, tanto ce la caviamo” che si sta rivelando un boomerang pericolosissimo?
La salute pubblica non è un gioco, e certe “sorprese” sono davvero difficili da digerire. Speriamo che, dopo l’acqua e il cioccolato, non scoprano che anche l’aria di Parigi è diventata… indigesta.
Maltempo sulla Francia Orientale: Cinque Dipartimenti Sotto Allerta Arancione
Piogge e inondazioni minacciano l’Est del paese fino a giovedì pomeriggio. Un calo delle temperature si registra su tutto il territorio.
La pioggia continua a interessare la Francia orientale questa mattina, con cinque dipartimenti mantenuti in vigilanza arancione per “piogge e inondazioni” fino al primo pomeriggio di giovedì. Nel resto del paese, si registra un calo delle temperature. Si prevedono 13°C ad Aurillac, 15°C a Brest, 19°C a Biarritz e 21°C a Nizza. Le previsioni indicano una giornata variabile, con la necessità di tenere a portata di mano sia l’ombrello che gli occhiali da sole, a seconda delle zone.
Ricercatore Francese Sotto Accusa in Russia: Aperta Indagine per Spionaggio
Laurent Vinatier, studioso di spicco, si trova al centro di un delicato caso internazionale che aggrava le tensioni tra Parigi e Mosca.
Laurent Vinatier, un ricercatore francese, è stato incarcerato in Russia e ora è oggetto di un’indagine per spionaggio. La notizia, riportata da diverse fonti, mette in evidenza le crescenti tensioni geopolitiche tra la Francia e la Russia. Le accuse contro Vinatier, la cui reputazione nel campo della ricerca internazionale è consolidata, aggiungono un nuovo tassello a un quadro diplomatico già complesso, sollevando preoccupazioni per la libertà accademica e la protezione dei cittadini all’estero.
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