Radio Nizza inaugura la nuova rubrica Koly tra le righe, che ci farà immergere nelle opere che hanno segnato la storia dell’umanità e che a oggi continuano a ispirare, insegnare e a far sognare.
Radio Nizza è una voce italiana su suolo francese: proprio per questo Koly Setten dedicherà particolare attenzione alle opere degli autori francesi il cui pensiero ha rivoluzionato e influenzato profondamente il corso della storia.
Ogni mese ci addentreremo dunque nella vita di un autore diverso, approfondendo le sue opere principali e lasciandoci trasportare dal potere delle sue parole che seppur nate nel loro tempo, risuonano ancora oggi di straordinaria attualità.
Nella prima puntata incontriamo Charles Baudelaire. Buon ascolto.

Charles Baudelaire
La prima figura a inaugurare questo programma è Charles Baudelaire che è una delle figure più importanti nel panorama letterario, non solo francese ma anche internazionale.
Nasce a Parigi nel 1821 e la sua fu un’infanzia lacunosa dal punto di vista affettivo. Perde il padre a soli sei anni e vive poi un periodo di grande affetto con la madre, che però fu stroncato nel momento in cui questa si risposò con un altro uomo. Baudelaire sviluppa allora dentro di sé un sentimento di tradimento, di sfiducia e di abbandono, che poi si riverserà in un rapporto difficile con il patrigno.
Una volta adulto inizia a lavorare come giornalista, critico d’arte e musicale. Nel 1848 partecipa alla rivoluzione parigina spinto dal suo spirito ribelle. Successivamente abbraccia lo stile di vita dandy, che poggia su un’esistenza dispendiosa e lussuosa. Si tratterà però di una fase temporanea. Sopraffatto dai debiti, sarà costretto alla vita degradata della città e troverà poi rifugio nell’alcol e nella droga.
Il poeta maledetto
Baudelaire viene spesso considerato il primo poeta moderno e questo grazie alla sua capacità di fondere il romanticismo ottocentesco con correnti avanguardistiche come il decadentismo, il simbolismo, il modernismo.
Il suo è un linguaggio che possiamo definire lirico e solenne, unito però a visioni oscure e surreali. Queste contribuiscono a creare l’immagine del poeta maledetto, una figura tormentata immersa nei piaceri e nei vizi della carne. Capace però di trasformare questa sua propria sofferenza in arte.
Questo disagio esistenziale troverà poi espressione nel concetto di spleen. Spleen è un termine inglese che letteralmente significa milza e viene adottato per descrivere questo complesso di noia, malinconia e disgusto. All’epoca si credeva infatti che nella milza risiedesse la causa della sindrome depressiva.
Lo spleen rappresentava quindi una sorta di malattia dell’anima causata dalla società moderna e dalla vita urbana della Parigi ottocentesca. Infatti Parigi veniva ritenuta come una prigione in cui convivevano bellezza e degrado, gioia e sofferenza. Questa fu poi una posizione che venne assunta non solamente dai poeti romantici ma anche dai poeti decadenti.
Nel prossimo episodio di Koly tra le righe continueremo a parlare del celebre autore Charles Baudelaire e della sua arte. Parleremo della raccolta di poesie I fiori del male e di una delle più importanti poesie in essa contenute L’albatros. Appuntamento al prossimo episodio!
