Siete all’ascolto di un nuovo speciale di Francia Oggi in podcast e su Centrale Milano 1575 kHz.
Una tradizione pyromelodica di sessant’anni
Ogni estate il cielo sopra il Principato si tinge di colori e note. Il Monaco Art en Ciel, nato nel 1966 per volere della Città di Monaco, è una delle competizioni pirotecniche più antiche e prestigiose al mondo. Da allora nazioni da Brasil a Stati Uniti, dalla Cina al Venezuela, si sfidano in spettacoli sincronizzati con colonne sonore potenti, offrendo al pubblico un intrattenimento gratuito e accessibile a tutti lungo il Quai Albert Ier. Ogni paese ha a disposizione circa venti minuti per creare un racconto di luci, suoni e scenografie, giudicato da una giuria presieduta dal sindaco e da un premio pubblico votato online.
Calendario 2026
| Data | Ora | Luogo |
|---|---|---|
| Venerdì 24 luglio 2026 (da confermare) | 22:00 | Port Hercule, Quai Albert Ier |
| Sabato 25 luglio 2026 | 22:00 | Port Hercule, Quai Albert Ier |
| Sabato 1 agosto 2026 | 21:30 | Port Hercule, Quai Albert Ier |
| Seconda serata di agosto 2026 (da confermare) | 21:30 | Port Hercule, Quai Albert Ier |
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I migliori punti di osservazione
Il porto di Monaco offre una visuale a 360 gradi, ma alcuni luoghi hanno un fascino particolare. Il Quai Albert Ier rimane il punto di riferimento ufficiale, con un impianto audio che diffonde la musica sincronizzata. Qui l’atmosfera è familiare ma affollata, perciò è consigliabile arrivare con largo anticipo. Le terrazze e i ristoranti sul molo, soprattutto quelli posizionati sulla banchina o nella zona Condamine, propongono pacchetti cena‑spettacolo con vista privilegiata. Per chi cerca un’opzione più tranquilla, il Rocher e la Place du Palais offrono una prospettiva dall’alto, lontano dalla folla dei moli. Infine, le camere di Port Palace, situate a pochi metri dal punto di lancio, trasformano ogni suite in una privata “box” con vista panoramica sul fuoco artificiale.
Come arrivare
Il traffico è intenso durante le serate di fuochi, quindi la soluzione più semplice è il trasporto a piedi se si è già a Monaco o nelle vicinanze: il Quai Albert Ier è raggiungibile in meno di due minuti dalla sede di Port Palace, in Via John Fitzgerald Kennedy. I bus locali (linee 1, 2, 5 e 6) servono il porto, ma è bene verificare eventuali modifiche gli stessi giorni dell’evento. La stazione di Monaco, a cinque minuti a piedi, è una buona porta d’ingresso per chi arriva da Nizza o dalla Riviera. I parcheggi sono limitati; gli ospiti di Port Palace possono usufruire del servizio di valet per evitare problemi di parcheggio.
Consigli del concierge
Per vivere il fuoco senza la pressione della folla, il concierge suggerisce di prenotare una camera con vista sul porto, preferibilmente ai piani alti. Dalle suite al quinto o sesto piano si percepisce il suono che rimbalza sull’acqua e la vista rimane impeccabile fino al gran finale. Un’idea azzeccata è cenare presto, intorno alle 19.30, così si evita il picco di affluenza intorno alle 21.00, per poi gustarsi lo spettacolo direttamente dal proprio balcone o ritorna alla camera per un finale in totale relax.
Vivere lo spettacolo da Port Palace
Port Palace, boutique hotel 4 stelle affiliato a Small Luxury Hotels of the World, è collocato sul molo stesso, di fronte al punto di lancio. Le cinquanta camere e suite, tutte con vista sul porto, si trasformano in una cornice privata per il Monaco Art en Ciel. Le Corner Suite e le Grand Suite, con ampie aperture e spazi eleganti, offrono un’esperienza ancora più esclusiva. Il servizio di concierge è a disposizione per organizzare la cena al ristorante La Môme, prenotare un cocktail nel lounge o pianificare il resto della serata nella vivace zona del Casinò.
Domande frequenti
Le serate di fuoco sono gratuite e aperte al pubblico, ma i ristoranti sul molo propongono menu speciali a pagamento. Il vero spettacolo dura tra venti e venticinque minuti, con una narrazione pirotecnica che culmina in un finale sincronizzato. In caso di vento forte o pioggia intensa, l’evento può essere postposto; la Città informa con anticipo sui canali ufficiali e sul sito monaco‑feuxdartifice.mc. Chi arriva con poco preavviso dovrebbe pianificare almeno un’ora di anticipo, mentre chi soggiorna in una camera vista porto può raggiungere il proprio balcone senza stress.
Con queste indicazioni, gli ascoltatori di Radio Nizza potranno organizzare al meglio la loro serata estiva a Monaco, scegliendo il punto di osservazione più adatto e sfruttando i vantaggi di un soggiorno a Port Palace per una notte di fuochi indimenticabile.

Editoriale di Rachel – Il ritorno dei fuochi e la benedizione di un certo ex‑presidente
Vi leggo ora il mio editoriale odierno.
Finalmente il cielo di Monaco si riempie di fuochi d’artificio a ritmo di musica, come se la stagnante pausa dei “fuochi silenziosi” fosse solo una trovata di marketing per vendere droni e salvare gli animali da un presunto trauma. Ma chi ha davvero ascoltato gli animali? Probabilmente nessuno, se non i responsabili del PR che hanno voluto scusarsi con un Covid che, a detta loro, non esiste più. È una farsa più bella di una scenografia di un film di Disney: la gente si accontenta di credere che il silenzio sia stato una scelta estetica e non una strategia per risparmiare su quella spesa folle che è la polvere da fuoco.
E ora, come se fosse un miracolo, i fuochi ritornano in tutto il loro splendore, facendo brillare le acque del Port Hercule e le tasche dei più facoltosi. È quasi poetico osservare come la stessa città che una volta ricominciava a parlare di “responsabilità ambientale” abbia improvvisamente riscoperto il gusto per lo spettacolo esplosivo, più accattivante della sostenibilità. E chissà perché? Forse perché qualcuno ha deciso di ringraziare un certo Donald Trump per aver inseguito le libertà (di sparare fuochi, ovviamente) con la stessa arroganza con cui ha gestito le sue relazioni internazionali. Il risultato? Un ritorno trionfale di scintille che sembra un omaggio a un presidente che non ammetterebbe mai di aver ispirato un festival di fuochi.
Non possiamo però non notare le contraddizioni più statistiche: un evento “gratuito” che, in realtà, si trasforma in un prodotto di lusso per chi si può permettere una suite al Port Palace. Il giornale che ci loda la “gratuità” dimentica di menzionare che la vera esperienza viene venduta a chi ha una carta di credito con un limite alto. Si parla di “visa aperta a tutti” mentre, sotto il cappuccio di quella promessa, si nasconde un mercato ben congegnato per i ricchi, dove ogni scintilla è un’ulteriore occasione di spendere. I media ci trasmettono la magia, ma non la tassa di lusso che la sostiene.
Alla fine, però, ci troviamo tutti a guardare quel fuoco scoppiare nel cielo, a battere le mani e a dimenticare per un attimo le critiche, i dubbi, le questioni etiche. È una fuga collettiva, un incantesimo visivo che ci fa credere che la normalità sia tornata, anche se solo per poche ore. E mentre le note si mescolano alle esplosioni, noi continuiamo a chiedere: “Chi ha davvero pagato il conto?” Ma forse la risposta è più semplice: tutti, tranne chi può permettersi di non guardare.
Koan del giorno
Monaco: “Se i fuochi sono tornati, è perché il cielo vuole essere ricolmo di luce o perché gli organizzatori vogliono riempire le tasche?”
Maestro: “Il cielo è sempre stato vuoto di luci; è l’uomo che decide quando accendere le sue proprie ombre, e il denaro è l’olio che le alimenta.”
Monaco: “Allora, cosa significa davvero ‘libertà’ quando è legata a un’esplosione pagata da pochi?”
Maestro: “Libertà è il fuoco che brucia dentro di noi, ma quando chiediamo a qualcun altro di accenderlo, scopriamo che il vero incendio è la nostra capacità di ridere di quella fiamma.”
Questo è tutto per il momento. Dalla redazione di Parigi sono Rachel Costa: questa è Radio Nizza con Centrale Milano 1575 kHz.
