Benvenuti al notiziario di Francia24 e Centrale Milano per lunedì 16 marzo 2026, su Francia24.com, in podcasting, tramite chatbot IA e in Onde Medie sui 1575 kHz. Da Nizza Marco Hugo Barsotti, da Parigi Rachel Costa.
I giochi non sono fatti
La domenica elettorale in Francia ha visto i risultati arrivare con una lentezza esasperante, ma il verdetto è cristallino: il macronismo politico è morto e sepolto.
Nessun partito rappresenta più Emmanuel Macron in modo chiaro.
Persino Renaissance, il suo movimento oggi guidato dall’ex primo ministro Attal, non è totalmente allineato col Presidente e ha perso comunque a nostro avviso ogni rilevanza.
Ma cosa ci dicono i risultati di domenica? In generale dicono che I giochi non sono ancora fatti.
A fronte di una Francia che va oggettivamente verso destra – con sacche di sinistra estrema forti del supporto di parte del mondo musulmano spesso rappresentate dalla LFI di Jean-Luc Melenchon – il sistema a due turni potrebbe ancora una volta far trionfare altri candidati: esattamente come accadde ai tempi dell’elezione di Emmanuel Macron.
Ieri le grandi città hanno votato come previsto: Parigi ha virato a sinistra, Nizza a destra e con un margine sorprendente: Eric Ciotti ha surclassato il sindaco uscente Christian Estrosi di ben 15 punti. Cosa notevole considerato che Estrosi non è certo di sinistra, e neppure considerato centrista avendo oscillato nel tempo tra una militanza con Sarkozy e una con Macron.
Nella giornata di lunedì, dunque il sindaco uscente ha lanciato una campagna su social invitando tutti gli altri partiti – inclusa la sinistra – a sostenerlo per evitare “una catastrofe”
Anche altrove la situazione è complessa: molte roccaforti di sinistra sono rimaste salde, ma il sistema a due turni può ribaltare tutto.
A Parigi, la candidata di centro destra Dati ha perso e non ci meraviglia: sta per affrontare numerosi processi per corruzione e di suo ha un’aria decisamente superba e antipatica.
Il vincitore al primo turno, Emmanuel Grégoire,che rappresenta tutta la sinistra tranne LFI, ha già messo in guardia: c’è il rischio concreto che la città cada a destra, ha affermato in diretta TV, Col rischio di “snaturare la città della solidarietà e dei lumi”
Le alleanze rimangono per ora un enigma irrisolto.
I partiti di centro hanno dichiarato esplicitamente di rifiutare ogni patto con gli estremisti, sia di sinistra che di destra.
La France Insoumise di Jean-Luc Mélenchon non sembra propensa a coalizioni: nelle città dove è in testa, pretende che gli altri si uniscano a lei; dove è seconda, accetta solo fusioni totali, per imporre un rapporto di forza favorevole. Una scelta criticata da tutti, soprattutto dopo l’opposizione frontale ai socialisti.
Va detto che già domenica sera Mélenchon aveva proclamato vittoria su Twitter, esaltando il risultato della sinistra. Jordan Bardella, dal canto suo, aveva fatto lo stesso per il Rassemblement National: un annuncio forse prematuro, a soli 90 secondi dai primi risultati parziali di appena due città.
Eppure, il trionfo di RN non pare schiacciante come ci si poteva aspettare.
Il vero nodo resta il secondo turno: se tutti si coalizzano contro RN– com’è sempre accaduto con Marine Le Pen – la vittoria resterà una bella illusione.
Lisnard, scelte chiare
Vale la pena per chiudere gettare uno sguardo a Cannes. Con l’81% delle preferenze il sindaco uscente David Lisnard stravince.
La cosa è molto interessante perché il suo pensiero, che scorre nei suoi tweet, corrisponde a quello della destra liberale, moderna pro mercato e senza pregiudizi.
Lisnard si è rifiutato di allearsi con le destre, siano esse moderate o estremiste. Ha semplicemente sempre detto quello che pensa; lo abbiamo sentito a Cannes parlare di Intelligenza Artificiale in modo sensato e non da politicante: non leggeva (era davanti al nostro naso e lo possiamo confermare) e oltretutto capiva la materia di cui parlava.
Un sindaco che riesce a parlare dei micro problemi quotidiani – lo abbiamo visto la mattina fare dei giri a piedi per la sua città per verificare che tutto fosse a posto – e contemporaneamente giocare al tavolo delle prossime presidenziali.
Se proprio dovessimo fare il tifo per qualcuno, lo faremmo per lui. Non fosse che con l’81% non ha bisogno del secondo turno: lui ha già vinto.
Ma veniamo ai risultati come riassunti da France Info
A Parigi, Emmanuel Grégoire domina nettamente il primo turno delle municipali: Rachida Dati staccata di oltre 12 punti
Parigi, 16 marzo 2026 – Una netta vittoria per la sinistra unita (esclusa La France Insoumise) al primo turno delle elezioni municipali nella capitale francese. Emmanuel Grégoire, ex primo vicesindaco di Anne Hidalgo e candidato sostenuto da PS, Verdi, PCF e altre forze di centrosinistra, ha conquistato il 37,98% dei voti espressi, secondo i risultati definitivi diffusi dal ministero dell’Interno e dalla Ville de Paris.
Lontano alle sue spalle si piazza Rachida Dati (Les Républicains-MoDem), ferma al 25,46%, con un distacco di oltre 12 punti percentuali. La candidata della destra, nonostante il sostegno del centro, non è riuscita a colmare il gap previsto dai sondaggi e ora appare in netto svantaggio in vista del ballottaggio.
Il primo turno ha riservato alcune sorprese: Sophia Chikirou (La France Insoumise) si è qualificata terza con l’11,72%, seguita da Pierre-Yves Bournazel (Horizons-Renaissance), al 11,34%. A chiudere il quintetto dei qualificati per il secondo turno è Sarah Knafo (Reconquête!), che ha superato di misura la soglia del 10% con il 10,40%, strappando la qualificazione nelle fasi finali dello spoglio.
Si profila quindi una **quinquangolare** ad altissimo tasso di incertezza per il ballottaggio di domenica 22 marzo: Grégoire (sinistra unita), Dati (destra-centro), Chikirou (LFI), Bournazel (centro macronista) e Knafo (estrema destra). Le prossime ore saranno decisive per eventuali ritiri, fusioni o alleanze: Rachida Dati ha già lanciato un appello a Pierre-Yves Bournazel per una lista unitaria, mentre restano aperti interrogativi sul comportamento di Chikirou rispetto al resto della sinistra.
Fuori dai giochi il candidato del Rassemblement National Thierry Mariani (appena l’1,6%), insieme alle liste di estrema sinistra NPA, Lutte Ouvrière e Partito dei Lavoratori, tutte sotto l’1%.
**Affluenza in crescita**
Il tasso di partecipazione a Parigi ha raggiunto il 58,9% (dati quasi definitivi del ministero dell’Interno), nettamente superiore al 42,3% del 2020 (influenzato dal Covid) e anche al 56,3% del 2014. Un segnale forte dell’interesse per la sfida che deciderà il futuro della capitale dopo dodici anni di amministrazione Hidalgo.
Emmanuel Grégoire, visibilmente soddisfatto, ha commentato così i risultati: «I parigini ci hanno collocati nettamente in testa. Domenica prossima la destra e l’estrema destra possono vincere Parigi, una città guardata dal mondo intero. L’enjeu è permettere a Parigi di restare vivibile».
La partita è apertissima: il secondo turno si annuncia come uno scontro epocale per il controllo dell’Hôtel de Ville.
Nizza e Costa Azzurra
Primo turno delle elezioni municipali 2026 nel Var e nelle Alpi Marittime: Christian Estrosi mobilitato per salvare il secondo turno « sarà la battaglia della Francia
Il primo turno delle elezioni municipali del 15 e 22 marzo 2026 ha attirato l’attenzione su tutta la Costa Azzurra. Le situazioni politiche variano notevolmente da comune a comune: in alcune città i sindaci in carica sono quasi sicuri, mentre in altre la concorrenza è intensa e potrebbe portare a cambi di orientamento politico.
Cosa è emerso:
Nice: il duello tra Christian Estrosi e Eric Ciotti è stato al centro dell’attenzione. La vicenda della testa di maiale trovata davanti alla residenza di Ciotti ha ulteriormente inasprito la contestazione, con accuse di complotto da parte di Estrosi (poi smentite da Pierre‑Edouard Stérin). Il risultato del primo turno determinerà se la corsa continuerà il 22 marzo.
Toulon: il RN ha puntato a conquistare la città, con Laure Lavalette in testa al voto, davanti alla sindaca uscente Josée Massi. I sondaggi indicano che la destra estrema è competitiva sia nella capitale del Var che a Mentone.
Menton: sei candidati si sono sfidati per la successione di Yves Juhel, la cui amministrazione è stata segnata da vicende giudiziarie. I candidati della destra moderata, Florent Chamion e Sandra Paire, hanno evidenziato la loro conoscenza locale, mentre Louis Sarkozy (Les Républicains) è stato accusato di “paracadutaggio”. L’eventuale frammentazione della destra moderata potrebbe favorire sia il RN sia la deputata centrista Alexandra Masson.
Le prime immagini e aggiornamenti sono disponibili sui canali social di France 3 PACA (Facebook, Instagram, YouTube).
Per tutti i risultati per le Alpi Marittime e il Var è possibile consultare le mappe interattive sul sito.
Questo riepilogo riporta i fatti principali emersi durante il primo turno delle elezioni municipali 2026 nella regione Provenza‑Alpi‑Costa Azzurra.
Fact Check by GPT-OSS:20b

Buongiorno, da Parigi sono Rachel Costa. Vi leggo ora il mio editoriale.
Editoriale di Rachel – Il macronismo è morto? O è solo in letargo elettorale?
Eccoci di nuovo a commentare una domenica elettorale francese, dove i risultati arrivano con la lentezza di un impiegato postale in sciopero, ma alla fine il messaggio è arrivato forte e chiaro: il macronismo, come forza politica autonoma e riconoscibile, sembra aver tirato le cuoia senza troppi drammi. Renaissance? Sparsa qua e là come coriandoli dopo una festa finita male, senza liste proprie in massa, ridotta a fare da stampella a candidati altrui. Nessun erede designato, nessun simbolo che gridi “Macron forever”. È ufficiale: il presidente ha smesso di essere un “ismo” e è tornato a essere solo Emmanuel, un uomo solo al comando… ma senza più il partito che lo segue a ruota.
A Parigi la sinistra (quella senza LFI) con Emmanuel Grégoire ha dominato la scena, lasciando Rachida Dati a inseguire a debita distanza – e con processi e aura da diva un po’ antipatica che non aiutano. A Nizza, sorpresa amara per il macroniano di lungo corso: Christian Estrosi surclassato di oltre 10 punti da Éric Ciotti, che ha flirtato apertamente col RN e ha vinto la partita sul campo. Altro che centro equilibrato: la destra dura avanza, e l’ex alleato di Macron finisce secondo, quasi irriconoscibile.
Intanto Mélenchon proclama vittoria per la sinistra su X (come al solito), Bardella fa lo stesso per il RN a 90 secondi dai primi numeri (stile annuncio preconfezionato da televendita), e i centristi ripetono il mantra “no agli estremi, né di qua né di là”. Risultato? Tutti contenti del proprio pezzetto di torta, ma nessuno ha la torta intera. Il secondo turno si preannuncia un puzzle di alleanze diabolico: chi si ritira, chi si fonde, chi pretende sottomissione totale. Mélenchon vuole essere il capo ovunque sia primo, e altrove accetta solo fusioni che lo facciano sembrare il vincitore morale. Classico.
E il macronismo in tutto questo? Assente ingiustificato. Forse era già morto da un pezzo, e questa tornata municipale ha solo fatto le pompe funebri. O forse è solo in modalità standby, in attesa della prossima mossa presidenziale. Ma una cosa è certa: quando un movimento nasce per superare destra e sinistra e finisce invisibile nelle elezioni locali, forse ha sopravvalutato la propria “trasversalità”. La Francia, si sa, ama i grandi racconti, ma odia i protagonisti che spariscono a metà film.

Koan del giorno
Un monaco chiese a Zhaozhou: “Che cos’è il macronismo?”
Zhaozhou rispose: “Un ponte senza sponde.”
Il monaco insistette: “Ma un ponte serve a unire le rive opposte!”
Zhaozhou disse: “Appunto. Quando le rive si allontanano troppo, il ponte resta sospeso nel vuoto, e nessuno lo attraversa più.”
Un’altra volta il monaco chiese a Zhaozhou: “Il macronismo esiste ancora?”
Zhaozhou rispose: “Esiste nel nome di chi lo pronuncia.”
“E allora perché non si vede nelle liste elettorali?”
“Perché,” disse Zhaozhou, “il nome è rimasto, ma chi lo portava ha smesso di camminare sul ponte.”
Ma torniamo alle notizie.
Rassegna Stampa francese
Benvenuti alla Rassegna Stampa Francese, da Parigi sono Rachel Costa.
Oscars 2026: tutti i vincitori in prima serata
Il film “One Battle After Another” ha trionfato con sei statuette, tra cui miglior film e miglior regia. Michael B Jordan e Jessie Buckley hanno vinto nei rispettive categorie attore e attrice. Il red carpet ha visto abiti sfavillanti e apparizioni di star internazionali. Le polemiche sono arrivate presto, soprattutto per il premio “Miglior sceneggiatura originale”. In televisione gli spettatori hanno seguito le reazioni dei vincitori in diretta. L’evento ha suscitato anche un acceso dibattito sui temi sociali trattati nei film premiati.
Ucraina in lotta per i finanziamenti dall’FMI e dall’UE
Il paese, devastato dalla guerra, sta cercando di assicurarsi i fondi necessari per sostenere la ricostruzione. Le autorità ucraina hanno chiesto un pacchetto di assistenza urgente per mantenere a galla le finanze pubbliche. L’Unione Europea e il Fondo Monetario Internazionale stanno valutando l’entità del supporto. Gli esperti avvertono che i ritardi potrebbero aggravare la crisi umanitaria. Nel frattempo, la popolazione cerca di far fronte a una crescente inflazione. Il governo ha annunciato misure di austerità per contenere la spesa. La comunità internazionale osserva con attenzione le prossime mosse di Kiev.
Le riserve strategiche di petrolio saranno sbloccate subito in Asia e Oceania
BFM Business spiega che le scorte di petrolio detenute dall’AIE saranno messe a disposizione da subito per stabilizzare i mercati. La decisione è stata presa per fronteggiare l’aumento dei prezzi dopo le tensioni in Medio Oriente. Le riserve, pari a oltre 100 giorni di consumo globale, saranno rilasciate nelle regioni più colpite. Gli esperti avvertono che il sollievo è temporaneo, finché la situazione geopolitica rimarrà instabile. Nel frattempo, i produttori europei osservano con apprensione i movimenti dei prezzi. Alcuni paesi stanno già pianificando tagli alla produzione per proteggere gli interessi nazionali. Il mercato rimane altamente volatile, con speculazioni su ulteriori shock energetici.
Lavoratori a contratto dormono nelle proprie auto per mancanza di alloggio
BFM Business denuncia la crescente emergenza abitativa tra i dipendenti con contratti brevi. Le statistiche mostrano che sempre più persone si rifugiano nei loro veicoli per trovare un riparo notturno. La crisi è aggravata dall’aumento dei prezzi degli affitti nelle grandi città. Le organizzazioni sindacali chiedono interventi urgenti da parte del governo. Alcuni sindaci hanno annunciato misure temporanee per creare “micro‑alloggi”. Tuttavia, le soluzioni proposte sembrano insufficienti per una problematica così diffusa. Il fenomeno mette in luce le disuguaglianze del mercato del lavoro contemporaneo.
Aborto anti‑aborto nel Regno Unito: una nuova ondata di attivismo
BBC evidenzia la crescente attività di gruppi conservatori che promuovono leggi restrittive sull’interruzione di gravidanza. Le campagne, sostenute da finanziamenti internazionali, si sono diffuse nelle università e nei consigli comunali. I sostenitori affermano di difendere la vita, mentre gli oppositori denunciano una violazione dei diritti delle donne. I recenti manifesti hanno stimolato dibattiti nei media nazionali. Il governo britannico ha promesso di esaminare il quadro legislativo entro la fine dell’anno. Le proteste hanno attirato l’attenzione di organizzazioni internazionali per i diritti umani.
Il prezzo del Brent scende sotto gli 80 $ per barile
BFM Business riporta che il calo dei prezzi è dovuto alle tensioni nel Canale di Hormuz e all’aumento delle scorte globali. Gli analisti prevedono una possibile stabilizzazione se le tensioni diminuiranno. Le compagnie petrolifere stanno rivedendo i piani di investimento a lungo termine. Alcuni esperti suggeriscono che la caduta dei prezzi può accelerare la transizione verso energie rinnovabili. Tuttavia, i Paesi dipendenti dal petrolio avvertono un impatto economico notevole. Le borse energetiche mostrano una volatilità ancora alta. La domanda rimane incerta in attesa di sviluppi diplomatici.
L’Iran minaccia di colonizzare lo Stretto di Hormuz
FranceInfo descrive le recenti dichiarazioni dei militari iraniani che hanno intimato un possibile blocco navale prolungato. Le forze armate hanno annunciato esercitazioni nelle acque del Golfo. Gli Stati Uniti e i loro alleati hanno risposto con una presenza militare rafforzata. Il commercio marittimo globale potrebbe subire ritardi significativi. L’economia globale teme un salto dei prezzi del petrolio. L’Organizzazione Marittima Internazionale ha lanciato un appello alla calma. Le negoziazioni diplomatiche sono in corso, ma il clima rimane teso.
Come l’Iran aggira i blocchi internet per parlare con l’estero
BBC racconta le tecniche di tunneling e l’uso di VPN per eludere la censura governativa. I cittadini iraniani utilizzano app criptate per comunicare con familiari all’estero. Le autorità hanno aumentato le sanzioni contro i fornitori di servizi di rete. Le ONG internazionali offrono assistenza tecnica per la libertà digitale. Tuttavia, le misure di sicurezza dei regimi diventano sempre più sofisticate. Il fenomeno evidenzia la lotta tra controllo statale e desiderio di informazione. Il futuro della connettività in Iran resta incerto.
La Fed rischia di scontrarsi con Trump sui tassi d’interesse
BFM Business analizza la decisione della Federal Reserve di mantenere i tassi stabili nonostante le pressioni politiche. Il presidente Donald Trump ha minacciato di intervenire se la Fed non riducesse i tassi per stimolare l’economia. Gli economisti avvertono che un conflitto tra istituzioni può destabilizzare i mercati finanziari. La risposta della Fed è di difendere la propria indipendenza. Gli investitori monitorano attentamente le dichiarazioni dei politici. Il dibattito interno al governo statunitense si intensifica. La situazione potrebbe influenzare le aspettative di inflazione globale.
Baly Bagayoko vince a Saint‑Denis nel primo turno delle municipalità
FranceInfo celebra la vittoria del candidato dell’Insoumise a Saint‑Denis, segnando una svolta per la sinistra nei sobborghi di Parigi. Il risultato è attribuito a una campagna focalizzata su temi sociali e abitativi. Il partito LFI ha ottenuto un aumento significativo di consensi rispetto al turno precedente. Le autorità locali hanno proclamato una “vittoria della democrazia partecipativa”. Alcuni osservatori temono che la vittoria possa alimentare tensioni con i partiti tradizionali. Le prossime elezioni regionali saranno ormai sotto la lente dei media. La vittoria è vista come un segnale di cambiamento nella politica urbana francese.
“L’uomo zero”: truffa da 120 000 $ a un investitore di criptovalute
BFM Business espone il caso di un cittadino di Singapore, vittima di una frode in cui ha perso 120 000 $. L’autore della truffa si è spacciato per consulente crypto, promettendo rendimenti garantiti. Le autorità hanno arrestato i responsabili, ma l’incidente evidenzia la vulnerabilità degli investitori. Gli esperti consigliano di verificare le credenziali prima di operare. Le piattaforme di scambio hanno aumentato i controlli anti‑fraude. Il caso ha sollevato dibattiti sulla regolamentazione delle criptovalute in Europa e Asia. L’industria risponde con maggiori misure di trasparenza.
On line, su X e Mastodon, su tutti gli smart speaker e sui 1575 khz, questa è Radio Nizza con Centrale Milano 1575 chilocicli. Linea a Milano.
Koan del giorno
Il vento soffia dove non c’è nulla; l’uomo che lo segue crede di guidare la barca, ma è solo la foglia che si lascia trasportare.
FranceInfo, Le Monde, Le Figaro, BFM, BFM Business
Chiusura.
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