Si è svolto venerdì 31 maggio 2024 nello splendido contesto dei giardini del Museo Nazionale Marc Chagall un evento dedicato alla celebrazione della Festa della Repubblica Italiana.

Alla presenza di numerosissimi ospiti italiani e francesi, il Console Emilio Lolli, il Consigliere della Métropole Nice Cote d’Azur con delega ai rapporti transfrontalieri Laurence Navalesi, il sindaco di Cagnes-sur Mer e i rappresentanti del Consiglio Dipartimentale hanno salutato i presenti con brevi discorsi.
Non si è trattato di semplici formule di rito, in quanto la situazione attuale del mondo, con due guerre in atto e un problema legato al riscaldamento climatico è stata ripetutamente citata e contestualizzata anche nell’ambito delle attività in corso nella nostra regione.

La serata si è conclusa con la degustazione di numerose specialità italiane, da salumi e mozzarelle a risotti e contorni che – a differenza di quanto accade in tanti eventi – erano non solo di qualità eccellente, ma anche in quantità sufficiente a soddisfare anche le (tante) richieste di Bis.
Prima di passare al resoconto degli interventi vi proponiamo l’audio di una breve intervista al Console a cura di Koly Setten (la trascrizione dell’intervista è riportata in calce a questo articolo):
Riportiamo qui di seguito la trascrizione integrale e l’audio originale degli interventi del Console Lolli e della consigliera Navalesi i quali, in un una forma di cortesia che è anche sostanza, hanno tenuto i propri interventi ciascuno nella lingua dell’altro (riportiamo in ogni caso qui la trascrizione italiana del discorso in francese del Console).

Emilio Lolli
Madame Navalesi, che oggi rappresenta il sindaco di Nizza e della Métropole, signori rappresentanti del consiglio dipartimentale, signor sindaco di Cagnes-sur-Mer, signora assessora al commercio della città di Cagnes-sur-Mer, signora presidente del comitato degli Italiani all’estero, signore e signori colleghi del corpo consolare, rappresentanti delle istituzioni, dei centri locali italiani di Sanremo, di Ventimiglia, che sono venuti qui a incontrarci dall’Italia, Signore e Signori, cari amici, cari concittadini sono molto felice di accogliervi questa sera. È un momento importante, perché il 2 giugno è la giornata della festa degli Italiani, il momento di celebrazione della nascita della Repubblica Italiana, i cui principi sono iscritti nella costituzione repubblicana, e noi, oggi, celebriamo il 60° anniversario dell’entrata in vigore della costituzione italiana.
La carta repubblicana, frutto del riscatto dalle esperienze tragiche della dittatura e della seconda guerra mondiale, consacrò il ritorno dell’Italia nel campo delle democrazie fondate sui diritti inviolabili della persona, sul pluralismo e l’indipendenza dei poteri, sui diritti sociali e sulla giustizia economica, nonché sul ripudio della guerra come mezzo di soluzione dei conflitti internazionali.
Un principio, quest’ultimo, che l’aggressione russa contro l’Ucraina, con il suo terribile corteo di perdite e distruzioni, ha brutalmente violato, con ripercussioni sismiche sull’ordine internazionale, pazientemente costruito dopo il 1945.
In questo contesto internazionale profondamente segnato da esplosioni di crisi, che minacciano di infiammare intere regioni, se non il mondo intero, un’autentica collaborazione tra i popoli resta l’unico strumento per invertire questa pericolosa escalation e fermare questa “danza della morte” che, dai mostruosi fatti del 7 ottobre ai bombardamenti di Rafah, ha ancora una volta gettato il Medio Oriente nella più cupa disperazione.
Ed è sempre questa autentica collaborazione tra i popoli che, da sola, può permetterci di risolvere con successo problemi di ordine globale. Il cambiamento climatico, la protezione della salute, la gestione dei flussi migratori, la protezione dei diritti umani.
Ciò è confermato da esperienze come il processo di integrazione europea che, da quasi 70 anni, garantisce pace, libertà e opportunità di crescita agli Stati che ne fanno parte.
Quest’anno, contemporaneamente al 78° anniversario della Repubblica, ricordiamo anche il 100° anniversario della morte di Giacomo Matteotti, il deputato assassinato da un gruppo fascista nel giugno 1924, perché aveva denunciato pubblicamente le violenze e le illegalità commesse dai sostenitori di Mussolini durante le elezioni di aprile di quell’anno. Il suo assassinio, come sappiamo, fu uno dei momenti chiave che portarono l’Italia a sprofondare nella dittatura fino all’alleanza scellerata e fatale con la Germania nazista e alla sconfitta nella Seconda Guerra Mondiale.
Celebreremo questo padre ideale della Repubblica nei prossimi mesi, con una serie di eventi di qualità, che ci racconteranno la sua vita, le sue opere, i suoi pensieri e il suo coraggio indomabile.
Siete ovviamente tutti calorosamente invitati.
Quindi, in nome di Giacomo Matteotti, Buona Festa della Repubblica a tutte e tutti.
Grazie per l’attenzione.

Laurence Navalesi
Bonsoir…moi je vais faire l’inverse, je vais parler en italien.
Allora, ringrazio dell’invito il caro Console di Generale d’Italia Emilio Lolli e vi prego di scusare l’assenza di Christian Estrosi che voleva assolutamente venire, ma molte obbligazioni lo hanno impedito. Oggi, specialmente c’è il Festival dei Libri.
Allora, sono felice naturalmente di vedervi tutti perché in gran parte posso dire che voi siete dei amici, ci conosciamo da tanti anni.
Sono felicissima naturalmente e onorata di essere con voi e di rappresentare il nostro Sindaco per questa Festa della Repubblica Italiana che è il 2 giugno 1946, una svolta importante che vide la fine della monarchia in Italia. La nuova Costituzione fu elaborata in 18 mesi e messa in vigore il 1 gennaio 1948.
Enrico de Nicola fu eletto capo dello Stato provvisorio, poi divenne nel 1948 il primo Presidente della Repubblica Italiana, una democrazia parlamentare. Questo giovanissimo Stato fece parte rapidamente dei grandi stati attori maggiori sulla scena internazionale, creando l’Unione Europea, facendo parte dall’Ottobre, del G8, ecc.
Da quando Nizza è stata legata alla Francia nel 1860, i legami fra le popolazioni e con gli italiani sono sempre stati molto stretti, si può dire in vera simbiosi. Basta fare ricorso alla lettura dei cognomi che si vede a Nizza.
Certo c’è stata in 160 anni un’alternanza di rapporti nelle vicende politiche a livello dei due stati, però ci fu la grande convergenza fra Schumann e De Gasperi nella fondazione dell’Unione Europea. Ogni tanto i due stati nelle politiche interne hanno inciso i loro rapporti, talvolta in modo costruttivo e talvolta con incomprensioni e problemi. Ma a livello locale, a Nizza, i legami sono sempre stati molto stretti, inalterati dalle circostanze esterne, alla base dell’amicizia e naturale collaborazione tra di noi.
E ciò che più conta, soprattutto in questi giorni di grande incertezza sul piano geopolitico, di grandi incognite rispetto al futuro di tutti noi, rimane radicato un forte senso di appartenenza all’Europa, a Nizza più che altrove, della parte della storia che abbiamo costruito in comune.
Nella consapevolezza che certo esistono la diversità tra Francia e Italia, come pur all’interno delle diverse regioni dei nostri due paesi.
Ma proprio questa diversità deve essere valorizzata perché è una ricchezza condivisa e perché deve essere la base naturale per ultimare la costruzione di un’Europa più forte, capace di difendere i valori della democrazia.
Così il Trattato del Quirinale, firmato il 26 novembre 2021 a Roma, fra il nostro Presidente Emmanuel Macron e il Presidente del Consiglio Italiano dell’epoca Mario Draghi, ha rinforzato le relazioni di amicizia e di unità fra i due paesi, nell’economia, nella cultura e nella politica. Nizza possiede una posizione geografica unica, trasfrontaliera, fra Monaco, la regione Piemonte, Val d’Aosta e Liguria. Nel nostro territorio ci interessa particolarmente l’articolo 10 sul trasfrontaliere per facilitare la vita quotidiana degli abitanti del bacino di vita franco-italiano.
Attualmente quasi 10.000 sono i residenti italiani a Nizza e il 70% dei proprietari di ristoranti sono di origine italiana.
Abbiamo messo in atto da due anni la cooperazione trasfrontaliera, più forte di prima, per migliorare la vita dei trasfrontalieri. Per esempio, il 16 dicembre 2019, la nostra métropole è stata la prima a creare lo schema della cooperazione trasfrontaliere 2020-2030, accolta con l’entusiasmo dei nostri amici italiani.
Poi una segreteria permanente del Comitato di Cooperazione Trasfrontaliere si riunirà a Nizza quest’autunno.
L’8 febbraio 2024 fu lanciata a Imperia l’Alleanza trasfrontaliere degli Alpi del Sud, fra la Matropole di Nizza, presidente Christian Estrosi, la provincia d’Imperia, il presidente Claudio Scaiola, la provincia di Cuneo, presidente Luca Corobaldo.
Governanza per il momento, in un modo solo informale, per trovare soluzioni comune e seguire una strategia territoriale degli Alpi del Sud su due temi, la mobilità e il problema del cambiamento climatico.
Non si può dimenticare l’accordo d’amicizia con Genova e con Torino e il gemellaggio fra Nizza e Cuneo, con cui abbiamo sempre avuto rapporti più che amichevoli.
Per esempio il progetto “Le vie del sale”, che è un progetto europeo comune finanziato dall’Unione Europea. E come si dice in francese “la cerise sul gâteau”, in giugno dell’anno prossimo, 2025, Nizza avrà l’onore di ricevere la Riunione sugli Oceani, detto UNOC, con la partecipazione di più di 100 Presidenti e 20.000 persone.
E Emmanuel Macron, ha chiesto al nostro Sindaco di organizzare nello stesso momento un incontro fra Sindaci di tutto il mondo per parlare dei loro problemi legati al riscaldamento climatico e le sue ripercussioni sui mari e oceani. E naturalmente saranno presenti i Sindaci italiani dell’area costiera.
Chiudo adesso dicendo che più che mai il nostro territorio transfontaliero va avanti per il bene dei nostri concittadini, sperando che gli Stati, come ha detto il Signor Console prima, seguano il nostro esempio.
Grazie dell’ascolto. (applausi)

