Museo oceanografico di Monaco

Il Museo Oceanografico di Monaco – Côte à côte

Di Antonella Fava
1 Apr 2022

Chi ama il mare non può mancare la visita all’incredibile Museo Oceanografico di Monaco, che nella sua sede storica affacciata sul blu dall’alto del Rocher ci invita all’emozionante scoperta dei fondali marini.

Ascolta la puntata di Côte à côte dedicata al Museo Oceanografico di Monaco

 

museo oceanografico di Monaco

L’acquario

Il Museo Oceanografico di Monaco possiede uno degli acquari più antichi di Europa. Sin dal 1903 pesci ed invertebrati del Mediterraneo vi vivevano in vasche di cemento armato e nel 1932 il pubblico ha potuto vedervi per la prima volta dei pesci tropicali.
Oggi le sue 90 vasche sono altrettante finestre aperte sul Mediterraneo e sui mari tropicali. Attraverso la ricostruzione fedele degli ecosistemi l’universo marino svela i suoi segreti, la sua bellezza e la sua diversità. La collezione conta 350 specie di pesci (per più di 6000 esemplari), 200 specie di invertebrati e 100 specie di coralli tropicali.

museo oceanografico di Monaco

La vasca degli squali

Una delle vasche più spettacolari è quella degli squali. Con 6 metri di profondità e i suoi vetri spessi 30 cm, la vasca gigante da 450.000 litri è una vera sfida tecnica. Dopo aver ammirato l’esplosione di colori brillanti della barriera corallina, ci si trova d’un tratto in un’atmosfera più buia. Il tempo di abituare gli occhi e scorgiamo improvvisamente uno squalo. Poi due, poi tre… lo spettacolo è incredibile! Di fronte a noi, flessuosi e maestosi gli squali si muovono in un acquario gigante attorno al quale possiamo muoverci per godere di 4 angolazioni diverse.
In questo vasto bacino convivono varie specie, che occupano ciascuna il proprio spazio: gli squali pinna nera stanno appena sotto la superficie, gli squali grigi si spostano un po’ più in profondità, mentre lo squalo nutrice rimane spesso sulla sabbia.

Nelle vicinanze una razza sembra guardarci con i suoi occhi sorpresi. Scopriamo anche una grande tartaruga imbricata acquisita dal museo più di 20 anni fa dopo un sequestro doganale. Le piace riposare negli angoli di questo grande bacino. Costruito nel 2000, che ricostruisce la parte esterna della barriera corallina. Dedicata alle tartarughe marine, una struttura all’aperto ci porta nel loro favoloso mondo.

lion fish acquario di Monaco

Il Mediterraneo e i mari tropicali

La visita prosegue con la vasca dedicata al Mar Mediterraneo che alterna meraviglie e curiosità. Si scopre per esempio che alcuni pesci cambiano sesso e che il polpo è il re degli illusionisti; che la cernia bruna, la cicala di mare e la grande madreperla sono specie protette o che l’abitante più vecchio dell’acquario ha più di 60 anni! Nella zona tropicale la barriera corallina accoglie una vita particolarmente colorata e abbondante. Una moltitudine di specie vive fianco a fianco e collabora per proteggersi, eliminare i parassiti o nutrirsi.

Per limitare la quantità di pesci prelevati dall’ambiente naturale e per comprendere meglio la biologia delle varie specie, l’Aquario del Museo si dedica ad attività di conservazione e riproduzione. Centinaia di pesci sono nati e cresciuti sul posto: giovani cavallucci marini, banchi di pesci pagliaccio e pesci martello. Oltre al suo ruolo educativo, l’Acquario è un prezioso strumento di conservazione per le specie in pericolo. 

Museo Oceanografico Monaco

Il Museo Oceanografico

Il Museo Oceanografico di Monaco è diviso in tre spazi, che permettono di esplorare e conoscere collezioni insolite legate al mondo sottomarino. Una delle sue ali è stata completamente ridisegnata per creare un’esperienza di visita completamente nuova. All’interno di una nave lunga 27 metri, questo nuovo spazio abbraccia più di cento anni di storia e invita i visitatori a fare un viaggio nel tempo che ripercorre la storia e l’attualità di un rapporto particolare di tre sovrani monegaschi con l’oceano.

Il viaggio inizia con il Principe Alberto I, soprannominato il “Principe dei mari”, e segue le sue 28 campagne oceanografiche dal 1885 al 1915, da Capo Verde alle regioni artiche. Si continua con il principe Ranieri III, amante e difensore del Mediterraneo, la cui azione è stata combinata con quella del comandante Jacques-Yves Cousteau, direttore del Museo Oceanografico di Monaco per oltre trent’anni. All’inizio del 21° secolo, un nuovo capitolo viene scritto attraverso l’azione e l’impegno del Principe Alberto II. 

L’armadio delle curiosità

In cima ai gradini della sontuosa scala che porta al primo piano troviamo poi un’installazione incredibile, creata dall’artista americano Mark Dion. Un enorme muro (18 metri di larghezza per 10 di altezza) in cui gli oggetti più rari sono stati messi in scena alla maniera dei vecchi armadi delle curiosità, quelli che un tempo permettevano ai visitatori di scoprire frammenti di mondi sconosciuti, di viaggiare nel tempo o nello spazio. Inaugurato nel 2011 nell’ambito della mostra Oceanomania, questo armadio delle curiosità testimonia il successo dell’alleanza tra arte e scienza nel cuore del museo fondato dal principe Alberto I.

Per preparare la vostra visita consultate il sito del museo.

 

(Foto di Antonella Fava©)