Museo picasso ceramica magnelli Vallauris

Vallauris: la ceramica, il Museo Picasso e il Castello Museo – Côte à côte

Di Antonella Fava
10 Sep 2026

Oggi per Côte a Côte partiamo per un viaggio tra le tradizioni e l’arte, attraverso la lavorazione della ceramica e le opere di Pablo Picasso. Andiamo a Vallauris-Golfe Juan. La cittadina si divide tra la sua parte costiera con le belle spiagge sabbiose e il borgo che si affaccia sul porto e la zona interna, associata da sempre all’arte della ceramica. Picasso vi ha lasciato un segno importante, oltre che preziose opere, e il suo Castello Museo conserva oggi molte sue realizzazioni e la collezione Magnelli.

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La ceramica a Vallauris

Il legame di Vallauris con la terracotta risale a 2000 anni fa. In epoca gallo-romana si utilizzavano infatti già importanti giacimenti di argilla refrattaria per lavorare mattoni e vasi. Nel XV sec dopo le decimazioni dovute alla peste e alle guerre il signore dell’epoca, monaco di Lérins e priore di Vallauris ripopola la zona per coltivarvi la terra. Già allora si vendevano i vasi, che sono menzionati negli atti di tassazione. Alla fine del XVI secolo ve n’erano tre fabbriche che nel 1829 erano diventate trentadue.
Nonostante la comparsa nella seconda metà del XIX secolo di pezzi artistici con i Massier, gli oggetti in terracotta per la cucina restano la produzione principale fino ai primi anni del XX secolo. L’uso di materiali più adeguati allontanerà, verso la fine degli anni Quaranta, la terracotta dalla sua funzione culinaria. Si svilupperanno allora gli oggetti in terracotta più artistici e variopinti.
Nel 1948, l’arrivo di Picasso nella città dei vasai e la sua straordinaria produzione contribuiscono ampiamente al rinnovamento di quest’attività. La popolarità del pittore attira una folla di curiosi e di amatori e Vallauris, in piena effervescenza, gode di un’attenzione mondiale. Negli anni 50, la ceramica di Vallauris conoscerà la sua “età d’oro”. Capitale della ceramica, con il marchio “Città e Mestieri d’Arte”, Vallauris è oggi una rinomata località di creazione contemporanea in materia di artigianato e di arti ceramiche.

Museo castello Vallauris

Il Castello Museo di Vallauris

Ex priorato dell’abbazia di Lérins, ricostruito nel XVI secolo è uno dei pochi edifici rinascimentali della regione. Della costruzione medievale resta solo la cappella.
Il corpo principale del castello, divenuto museo municipale nel 1977, ospita collezioni di ceramiche moderne e contemporanee, nonché le opere del pittore fiorentino Alberto Magnelli. La monumentale composizione di Picasso La Guerra e la pace ricopre le volte dell’antica cappella romanica, diventata Museo Nazionale nel 1956, il primo fuori dalla capitale. Vi sono organizzate numerose mostre, tra cui la Biennale Internazionale del design contemporaneo in ceramica.

La Guerra e la Pace Picasso

Il Museo Nazionale Pablo Picasso “La Guerra e la Pace”

Questa composizione monumentale, di più di 100 m2, è stata realizzata su pannelli di isorel, materiale sufficientemente flessibile da potersi curvare e aderire alle volte della cappella. Fu dipinta nel suo laboratorio del Fournas. Siamo nel 1950, in piena guerra di Corea. Picasso, impegnato nel partito comunista francese, milita nel Movimento per la Pace (per il quale disegna la Colomba che fu poi riprodotta mondialmente). Decide quindi di fare un’opera monumentale a testimonianza del suo impegno politico. Nel 1951, durante un banchetto offerto dai vasai di Vallauris in onore del suo 70° compleanno nella navata della cappella del castello, Picasso chiede di poterne decorare le volte con l’intento di trasformare l’antico santuario abbandonato in una sorta di «Tempio della Pace».

Ceramiche Picasso

Pablo Picasso a Vallauris

I legami creatisi tra Picasso e Vallauris dopo la Seconda Guerra Mondiale sono sia artistici che umani. Picasso vive a Vallauris dal 1948 al 1955 ma la storia comincia prima e continua fino alla sua morte. Nel 1946 Picasso, in vacanza a Golfe Juan, incontra Suzanne e Georges Ramié, fondatori dell’Atelier Madoura e l’anno successivo avvia con loro una collaborazione. Aveva già avuto esperienze di ceramica ma è qui che  scopre le diverse tecniche e impara a padroneggiare la lavorazione della terra e dei colori. Si trasferisce a Vallauris nel 1948 con la compagnia Françoise Gilot e il figlio Claude. Nel 1949 nasce Paloma.
Picasso è uno dei rari artisti ad avere concesso molteplici edizioni delle sue opere. Voleva che l’opera originale potesse essere ripetuta in modo identico e in un numero stabilito di copie. Le edizioni inizieranno nei primi anni 50 e riguarderanno circa 600 pezzi.

Lineografie e L'Uomo con la Pecora Picasso

Non solo ceramica

Nonostante Picasso dedichi molto tempo alla ceramica non abbandona altre forme di espressione artistica: dipinge e sviluppa un’intensa attività scultorea. Nel dopoguerra sono molti gli artisti a soggiornare sulla Costa Azzurra e Picasso ha l’occasione di intrattenere rapporti con Jacques Prévert, Jean Cocteau, Henri Matisse, Marc Chagall, Paul Eluard, Edouard Pignon.
Dal 1948 Picasso si unisce ai ceramisti di Vallauris e espone al loro fianco, realizzando anche i manifesti delle mostre annuali. Ciò lo conduce ad interessarsi al processo della lineografia, una tecnica di incisione su linoleum di cui sperimenta tutte le potenzialità.
A Vallauris Picasso realizza la sua prima scultura installata in un luogo pubblico: l’Uomo con la Pecora nella piazza del mercato, fatta nel 1943 ed offerta alla città nel 1949 per ringraziare la popolazione della calorosa accoglienza. In segno di gratitudine, la città nomina Picasso cittadino onorario. Vi sono altre due copie di questa scultura a Filadelfia e nel Museo Picasso di Parigi.

Le collezioni del museo

Le collezioni del museo mettono in luce il notevole patrimonio artistico della città articolandosi sulle opere di due figure emblematiche del modernismo del XX secolo: Picasso e Alberto Magnelli. Inoltre la presentazione di opere in ceramica riflette la ricca storia di questo mezzo artistico a Vallauris. Si passa dalla tradizionale produzione di utensili per la cucina alle innovazioni estetiche della ceramica artistica per arrivare poi alle creazioni contemporanee, articolate attorno alle opere premiate alle biennali per il design.

Alberto magnelli

Alberto Magnelli

Un’intera ala del castello museo è dedicata al pittore italiano Alberto Magnelli. Scopriamo perché. Nato a Firenze nel 1888 Alberto Magnelli si forma esplorando le chiese della Toscana e imparando dai maestri del Quattrocento le lezioni di costruzione dello spazio. Durante gli anni 10 del Novecento opera un primo passaggio verso l’astrazione che lo colloca ta i precursori di questo movimento artistico. Torna al figurativo negli anni 30 con la serie delle Pietre per scegliere poi di nuovo l’astrazione che svilupperà fino alla fine della sua vita. Durante la guerra si rifugia vicino a Grasse, dove tornerà poi ogni estate frequentando gli artisti stabilitisi in Costa Azzurra, tra cui Picasso. Restò sempre indipendente nei confronti di scuole e movimenti, tuttavia durante i suoi soggiorni a Parigi strinse amicizie con le avanguardie italiane ed europee.
Il museo di Vallauris possiede una straordinaria collezione di opere dell’artista, che sono state riunite da Magnelli stesso in vita. In effetti egli desiderava che la sua collezione personale, che diceva racchiudesse i cardini della sua opera, fosse conservata intatta in una città vicino a Grasse. Alla morte dell’artista, la vedova, Suzi Magnelli la donò al museo di Vallauris e da allora, altri lasciti l’hanno arricchita.

 

 

(Foto di Antonella Fava©)