La situazione sanitaria
Giovedì 7 maggio 2020, in Francia, il bilancio dell’epidemia di Covid-19 conta 137.779 casi confermati di persone positive; di costoro, 23.208 sono ospedalizzati (775 in meno del giorno precedente) e, tra questi, 2.961 (186 in meno delle 24h prima) sono in rianimazione; 34.653 (146 in più), invece, si trovano negli Ehpad, cioè nelle case di cura e nelle case di riposo (in tali strutture vi sono almeno altre 37.012 persone probabilmente contagiate; si è in attesa di conferma).
Dall’inizio dell’epidemia, i pazienti dimessi sono 55.027 (+1.055), mentre i decessi sono 25.987 (16.386 negli ospedali e 9.601 negli Ehpad).
Nella regione Provence-Alpes-Cote-d’Azur, ieri le persone positive al patogeno erano 15.665, di cui 1.345 sono ricoverate in ospedale e 184 si trovano in rianimazione. Le persone decedute sono 764, mentre quelle rientrate a casa sono 4.191.
Più nello specifico del dipartimento delle Alpes-Maritimes, il numero delle vittime dall’inizio dell’emergenza è di 218 (153 in ospedale, 65 negli Ehpad). Attualmente, in Costa Azzurra ci sono ancora 209 persone contagiate ricoverate in ospedale, di cui 22 in rianimazione.
Le misure preventive
Ieri pomeriggio il governo francese ha classificato tutti i 101 dipartimenti del Paese in “rosso” o in “verde”. Nei primi (tutti nel nord-est, nell’area parigina e in un dipartimento d’Oltremare) continuerà il regime da quarantena, mentre nei secondi da lunedì 11 maggio si comincerà una graduale riapertura. Le Alpes-Maritimes è tra i 69 dipartimenti che lunedì prossimo potranno gradualmente riaprire.
La decisione tiene conto di tre indicatori dell’attività epidemica: la capacità ospedaliera in base ai posti disponibili in rianimazione, la circolazione attiva del virus, il tasso di copertura dei test sanitari.
Un approfondimento è nel nostro articolo di ieri sera dedicato al déconfinement.
In Costa Azzurra le autorità locali chiedono al governo che si possa andare in spiaggia già dall’11 maggio, ma le ultime disposizioni dell’Eliseo del 28 aprile scorso stabiliscono che sarà vietato accedervi almeno fino al primo giugno, tuttavia pare che la responsabilità sarà demandata ai singoli prefetti locali. Al momento, invece, è più facile che si possano effettuare gite in barca, naturalmente sotto determinate condizioni: da Menton, da Antibes e da altre città della zona si aspetta solo l’autorizzazione del Préfet Maritime de la Méditerranée.
Ulteriore tema di discussione riguarda la riapertura delle scuole. Vari sindaci francesi, compresi alcuni della région PACA, hanno deciso che manterranno chiusi gli stabilimenti scolastici anche dopo l’11 maggio, invece il sindaco di Nizza, Christian Estrosi, ieri sera ha deciso che le 154 scuole della città riapriranno lunedì, anche perché ha ascoltato il parere delle strutture sanitarie e ha valutato la conformità del protocollo governativo. Come abbiamo già scritto nei giorni scorsi, il ritorno a scuola sarà graduale: cominceranno le prime classi (CP) e le ultime (CM2) delle elementari e l’ultima delle materne, in aule con al massimo 15 bambini, poi gli scolari più grandi torneranno il 28 maggio, mentre i liceali durante il mese di giugno. La mensa scolastica servirà pasti caldi al tavolo, così da rispettare la distanza fisica. Nelle famiglie, tuttavia, le preoccupazioni restano, infatti secondo un sondaggio condotto dalla città di Nizza, il 43% dei genitori è favorevole alla ripresa delle lezioni, ma il 57% è contro.
Consigli personali
In questa fase, il consiglio più importante ripetuto dalle autorità sanitarie è a non abbassare la guardia; la voglia di ricominciare è tanta, ed è comprensibile, ma il rischio di considerare superata l’emergenza è alto. Il virus, invece, è ancora presente, sebbene siamo stati bravi a rallentarne la propagazione. Se smettessimo di fare attenzione, cioè a non mantenere i “gesti barriera”, i contagi potrebbero aumentare rapidamente e costringerci a nuove quarantene.
Il piano di déconfinement governativo, d’altra parte, prevede una prima verifica dopo tre settimane, per cui a fine maggio sapremo se continueremo il percorso di riapertura o se, purtroppo, dovremo tornare a isolarci in casa.
Nel frattempo verranno effettuati almeno 700.000 test sanitari a settimana, prioritariamente alle persone con sintomi da coronavirus, oltre che quelle con cui sono state in contatto.
(In copertina la super luna di giovedì 7 maggio 2020 a Nizza, fotografata da Giovanni Gugg)
