Elezioni Comites 2026: Energia Nuova si presenta con Pasquale Falconio

Di Redazione Nizza24
28 Oct 2026

Le elezioni per il Comites di Nizza si avvicinano: gli italiani residenti nella circoscrizione consolare potranno votare per corrispondenza, purché in possesso dei requisiti previsti.

Per ricevere il plico elettorale è necessario richiedere l’iscrizione al voto entro il 4 novembre 2026, scrivendo a consnizza.elettorale@esteri.it oppure alla PEC con.nizza.anagrafe@cert.esteri.it.
La scheda votata dovrà pervenire al Consolato entro il 4 dicembre 2026: non sarà sufficiente spedirla entro quella data.

Tra le tre liste in campo c’è Energia Nuova, che propone una comunità italiana più informata, partecipe e capace di valorizzare esperienze diverse.

Il programma parte da tre principi: ascoltare prima di proporre, informare con chiarezza e lavorare insieme per rispondere alle esigenze quotidiane degli italiani all’estero.

A presentare la lista nell’intervista è Pasquale Falconio, 49 anni, cittadino italiano e francese, residente da cinque anni nella regione Provenza-Alpi-Costa Azzurra.

Professionista con un’esperienza internazionale maturata tra Spagna, Germania e Francia, ha iniziato il proprio percorso nelle tecnologie satellitari e nel settore broadcast, per poi passare all’informatica applicata all’industria farmaceutica.

Nell’intervista, Falconio illustra le idee, le priorità e gli obiettivi di Energia Nuova per la comunità italiana della circoscrizione consolare di Nizza.

 

 

Red: Ci racconti innanzitutto qualcosa di lei e del suo percorso personale e professionale.

PF: Sono italiano e francese e la mia vita personale e professionale si è sviluppata da sempre in un contesto internazionale. Lavoro in Francia dal 2007 dopo le tappe a Barcellona, Francoforte, Madrid, Parigi, mi sono trasferito a Nizza nel 2023. Nel mio percorso ho lavorato in settori molto diversi dalla tecnologia satellitare, le telecomunicazioni fino a soluzioni digitali e il cloud.

ricoprendo ruoli di responsabilità e coordinando team e progetti in diversi paesi. Oggi mi occupo di servizi cloud e innovazione, ma al di là dei titoli e delle esperienze professionali c’è sempre stato un filo conduttore, mettere in relazione persone, competenze, culture diverse per trasformare i problemi in soluzioni concrete.

Vivere tra l’Italia e la Francia mi mi ha insegnato che sentirsi a casa, non dipende soltanto da dove si vive, ma anche dalla possibilità di partecipare, contribuire e costruire legami. È questo spirito che vorrei portare anche nel mio impegno per la comunità italiana.

Red: Che cosa le ha fatto maturare la decisione di candidarsi al Comites?

PF: La decisione nasce da una convinzione piuttosto semplice, una comunità funziona meglio quando le persone non si limitano a viverci, ma partecipano attivamente. Chi vive all’estero costruisce una doppia appartenenza e questa può essere una ricchezza enorme, ma a volte comporta anche difficoltà pratiche distanza dalle istituzioni o la sensazione di non sapere a chi rivolgersi, cosa che è capitato a me all’inizio.

Mi sono detto che dopo tanti anni di esperienza professionale nel mettere in contatto persone e organizzazioni, potevo mettere una anche una piccola parte di queste competenze, no? Acquisite a disposizione degli altri. Non mi candido perché penso di avere tutte le risposte, senz’altro no, ma anzi, ma perché credo nel valore dell’ascolto, nel valore collettivo e della capacità di far succedere le cose.

Il comites può essere un punto di collegamento concreto tra i cittadini italiani, le associazioni e le istituzioni. Quindi vorrei contribuire a renderlo sempre più accessibile, utile e vicino soprattutto alla vita quotidiana delle persone.

Red: Quali sono, secondo lei, alcune delle difficoltà che possono incontrare gli italiani che arrivano in Francia per lavorare?

PF: Allora, la prima difficoltà è è spesso capire come funzionano sistemi che anche quando sono simili a quelli italiani hanno regole, procedure e tempi diversi.

Penso alla burocrazia, alla sanità, alla scuola, alla casa, al lavoro, poi c’è la lingua, eh, che che non è soltanto conoscere il francese ma sentirsi abbastanza sicuri da affrontare una telefonata, leggere un documento, sostenere un colloquio o semplicemente essere considerati in grado di farlo.

C’è anche una dimensione meno visibile, costruire una rete di relazioni, quando si arriva per lavorare si può essere molto concentrati sugli aspetti pratici e ritrovarsi senza una comunità di riferimento. Naturalmente le esigenze urgenze cambiano da persona a persona, un giovane professionista, una famiglia, un pensionato non hanno le stesse priorità. Per questo servono informazioni affidabili, orientamento e occasioni per incontrarsi.

Non si tratta di sostituirsi, ovviamente, eh? Eh agli enti competenti, ma di aiutare le persone a trovare il canale giusto e a non sentirsi sole davanti a complessità o difficoltà.

Red: Qual è il programma della lista di cui fa parte?

PF: Per me il punto di partenza è un comites che sappia ascoltare e trasformare le segnalazioni iniziative concrete, ecco, concrete. Vorrei contribuire su più assi e direzioni, rendere più semplice l’accesso alle informazioni utili aiutando gli italiani a orientarsi tra i servizi, procedure e interlocutori. Rafforzare i legami tra le persone, questo sì.

le associazioni, le scuole, i professionisti delle della comunità. E credo occasioni di incontro e creare, credo, di è importante creare occasioni di incontro e collaborazione tra tra l’Italia e la Francia, valorizzando la cultura e le competenze italiane presenti sul territorio.

Inoltre, e forse soprattutto, vorrei anche promuovere eventi divulgativi sulle nuove tecnologie, perché oggi è importante non subirle e non considerare come qualcosa di distante, ma imparare a comprenderle e integrarle. Penso, per esempio, a incontri aperti ai cittadini per spiegare il modo semplice che cos’è l’intelligenza artificiale. Ecco.

come funziona, quali opportunità può offrire nella vita quotidiana e nel lavoro, come utilizzarla in tutte le età, a tutte le età, in maniera consapevole dei limiti, dei rischi che è bene conoscere. Quindi l’obiettivo è quello di dare strumenti pratici alle persone senza tecnicismi, senza allarmismi.

Accanto a questo mi piacerebbe sostenere iniziative culturali che aiutino a riflettere mettere sul valore dell’Europa. Non soltanto come istituzione, ma come spazio di diritti, cooperazione, mobilità e incontro tra i popoli. L’Europa che ha rappresentato il mio il mio passato negli ultimi 20 anni ed è il mio presente.

Il comites può non può risolvere direttamente, l’ho detto, ogni problema amministrativo, anzi, forse nessuno, ma può ascoltare, rappresentare e proporre e facilitare evitare il dialogo. Per me è un programma valore se diventa un impegno concreto, l’ho detto all’inizio, costruito insieme alla comunità.

Red: Vuole citare qualche altro collega presente nella lista?

PF: Ma di sicuro per citarne uno, innanzitutto ecco Luigi Paraiola, che è la persona che mi ha coinvolto in questa avventura. Con lui ho trovato fin dall’inizio una bella sintonia, delle ottime affinità. Eh, nata anche da una sensibilità comune verso la multiculturalità che incarniamo e dal valore delle relazioni costruite nel tempo.

Ci lega anche una frequentazione importante a Napoli che ha contribuito a creare un rapporto di fiducia e un’affinità molto spontanea. Credo che questo sia un buon punto di partenza per un progetto collettivo, persone con percorsi diversi che ho incontrato, che ho imparato ad apprezzare e che riescono a riconoscersi in alcuni valori comuni e lavorare insieme.

È proprio questa pluralità di esperienze che adoro e di sensibilità che può rendere il nostro comites più vicino alla comunità e capace di ascoltare esigenze differenti.

Red: Per concludere, come descriverebbe il suo modo di lavorare e l’impegno che vorrebbe mettere a disposizione del Comites?

PF: Allora, Lei con tre parole e tre assi: l’ascolto, il metodo e la concretezza. Nel mio lavoro sono abituato a coordinare persone con competenze diverse, affrontare situazioni complesse e cercare soluzioni sostenibili. Questo significa ascoltare prima di decidere, distinguere ciò che è urgente da ciò che è importante, chiarire le responsabilità e poi seguire le attività fino al risultato.

Vorrei portare lo stesso approccio lo stesso approccio al nostro Comites. Con una differenza fondamentale. Qui il risultato non è un obiettivo aziendale, ma è il beneficio per le persone e la comunità. Non ci sono promesse di soluzioni miracolose, né che tutto possa essere risolto rapidamente. Prometto serietà, impegno, disponibilità, un impegno di nuovo basato sul lavoro di squadra.

Piacerebbe che un cittadino, dopo aver contattato il Comites, avesse più più chiarezza, sapesse a chi rivolgersi e sentisse che la tua domanda è stata ascoltata. Per me la rappresentanza comincia proprio da lì, esserci, dare seguito e rendere la comunità più forte.

Red: Quante firme è riuscita a raccogliere?

PF: È un lavoro ancora in corso, preferisco raccontarlo così con trasparenza La raccolta si sta sviluppando attraverso diverse reti di cui sono felice di far parte e onorato. Quelle che quello che mi fa piacere è vedere che il progetto sta sta prendendo trazione e sta suscitando interessi in ambiti anche molto diversi tra loro.

Per me è un segnale positivo perché significa che c’è una voglia di confrontarsi e di capire che cosa possiamo costruire insieme. Ognuno col suo contributo. E al di là del numero che sarà ogni firma e ogni conversazione è un’occasione per presentare il progetto, raccogliere osservazioni e allargare la partecipazione.

Quindi sono sono contentissimo di continuare questa avventura con entusiasmo, ma anche con la consapevolezza che la fiducia si costruisce nel tempo con l’ascolto e l’impegno concreto. Ho detto tre volte concretezza e il light motive. della mia candidatura e della nostra.

Per informazioni e contatti: sito di Energia Nuova · energianuova.nizza@gmail.com

Come partecipare al voto: informazioni sul sito del Consolato

Fonte: Radio Nizza – Francia24