Hokusai al Musée des Arts Asiatiques di Nizza

Di Antonella Fava
20 Ott 2022
Hokusai Musée Arts Asiatiques

Katsushika Hokusai (1760-1849) è un pittore e incisore giapponese noto principalmente per le sue stampe in stile ukiyo-e. Un’ampia collezione delle sue opere è in mostra fino al 29 gennaio 2023 al Musée des Arts Asiatiques di Nizza. Tra queste il suo lavoro più noto, la serie Trentasei vedute del Monte Fuji, la più celebre delle quali, La grande onda di Kanagawa, ben descrive la moderna contrapposizione tra forza della natura e fragilità dell’uomo.

Hokusai Grande onda di Kanagawa

La grande onda di Kanagawa

L’incisione (25,7 × 37,9 cm) rappresenta un’onda che minaccia alcune imbarcazioni al largo dell’odierna prefettura di Kanagawa. Sullo sfondo, come in tutte le opere della serie, appare il Monte Fuji. L’opera ebbe grande successo anche all’estero, contribuendo alla nascita del giapponismo nella seconda metà del XIX secolo. La sua popolarità crebbe anche lungo il secolo successivo, è stata spesso copiata o parodiata, assurgendo a simbolo e icona dell’arte giapponese.

Hokusai paesaggista

Il nome di Hokusai è associato intrinsecamente al paesaggio giapponese. Molto presto nella sua carriera, a partire dagli anni 1780, egli integra la prospettiva occidentale nelle sue rappresentazioni di viste urbane, siti celebri, architetture e scene storiche.
Tra il 1814 al 1878 pubblica i 15 volumi di Manga che raggruppano più di 3900 disegni di flora e fauna, paesaggi, fenomeni atmosferici, scene di vita quotidiana rurali e urbane.
Dal 1830 Hokusai si consacra  poi a delle serie in cui il paesaggio non è più un semplice decoro ma diventa un soggetto a se stante. L’artista porta in primo piano quello che si trovava prima sullo sfondo e rinnova la concezione della stampa, rifacendosi alle tradizioni cinese e giapponese ma aggiungendo anche apporti occidentali. In alcune stampe focalizza l’attenzione sulle attività dell’uomo nel suo ambiente, in altre sceglie dei piani più larghi per mettere in valore il rilievo o le grandi infrastrutture. Infine si solleva in volo con le sue vedute dall’alto, abbracciando intere regioni ricche di una moltitudine di dettagli.

Hokusai

Il rinnovamento del paesaggio

La serie delle Trentasei vedute del Monte Fuji è innovatrice sotto molti aspetti. Il ricorso al blu di Prussia, pigmento sintetico inventato in Europa all’inizio del XVIII secolo e introdotto in Giappone attorno al 1820, permette di estendere la gamma dei toni e gli effetti di sfumato e favorisce la rappresentazione della profondità e della distanza.
Hokusai alterna o associa in una stessa vista le tecniche di composizione occidentale (prospettiva lineare con un punto di fuga e linee convergenti) giapponese (visione frontale di un oggetto in primo piano, piani scalati orizzontalmente) e cinese (contrasti tra il vuoto il pieno, combinazione di staticità e movimento). La sua opera si situa al punto di incrocio tra la tradizione e l’innovazione.
Infine Hokusai si distacca dalle tradizionali viste dei siti celebri chiaramente identificabili, per privilegiare dei paesaggi dalle inquadrature originali e a volte insolite. Capta le variazioni di luce oppure coglie il carattere istantaneo di un’azione o di un fenomeno naturale.

Hokusai trentasei vedute del Monte Fuji

Le Trentasei vedute del Monte Fuji (1830-34)

Nel 1831 lo stampatore Nishimuraya Yohashi annuncia in una pubblicità l’apparizione di una serie con dominante blu che poteva raggiungere le 100 stampe. In realtà l’insieme conta 36 stampe di grande formato orizzontale, completata poi da 10 vedute supplementari a causa del suo successo.
Attraverso queste rappresentazioni Hokusai rende omaggio alla montagna sacra sede dei santuari scintoisti e sorgente d’ispirazione per numerosi artisti a partire dal VII secolo. Inoltre con lo sviluppo della nuova capitale Edo (l’antico nome di Tokyo) all’inizio del XVII secolo, il Fuji diventa oggetto di un’ammirazione particolare.
Ogni stampa mostra uno degli aspetti della montagna in funzione del punto di osservazione, della stagione, del tempo che fa o dell’ora, privilegiando a volte un quadro naturale sereno o minaccioso, a volte gli uomini colti nella loro attività, in armonia o in lotta con gli elementi.

La mostra è visitabile fino al 29 gennaio 2023 al Musée des arts asiatiques, che è gratuito per tutti, nizzardi e turisti.
Consultatene il sito per conoscere gli eventi collegati all’esposizione e le modalità delle visite guidate proposte.

 

 

(Foto di Antonella Fava©)

 

 

 

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