Benvenuti alla rassegna media di Francia24 e Radio Centrale Milano: radio, intelligenza artificiale, editoria e grandi gruppi media e finanza: due notizie per ciascun tema.
Radio
Demoliti tre tralicci della radio Medi 1
Il 28 ottobre 2026, tre torri alte 380 metri appartenenti alla stazione radiofonica Medi 1 sono state demolite con l’uso di esplosivi. Le strutture si trovavano a Salouane, vicino a Nador e al confine con l’Algeria, e rappresentavano tra le costruzioni più alte dell’Africa.
La demolizione è avvenuta pochi giorni dopo lo spegnimento definitivo delle trasmissioni in onde lunghe della stazione. Secondo quanto riferito da Michel Fremy di Radio Magazine, l’operazione è stata condotta in totale segretezza senza dare alcun preavviso alla popolazione locale.
Fonte: mediumwave.info
Radio e auto connessa: la sfida della reperibilità
Al workshop “DAB+, nuove frontiere dell’informazione audio digitale e automotive”, tenutosi a Milano il 29 ottobre presso Intersections 2026, esperti hanno analizzato la trasformazione della radio nell’ambiente automobilistico. Domenico Zambarelli, editore di Giornale Radio, ha sottolineato la necessità di mantenere la responsabilità editoriale e la verifica delle notizie anche attraverso assistenti vocali e applicazioni. Ha inoltre illustrato la partnership con Appning per ampliare l’accesso alle emittenti nei veicoli.
Massimo Lualdi, avvocato e giornalista, ha distinto tra la ricezione del segnale e la capacità di essere identificati e trovati nei cataloghi digitali, evidenziando il ruolo degli intermediari tecnologici. Robert Förster, COO e comproprietario di Radiozeit, ha presentato l’uso dell’intelligenza artificiale per trascrizioni e ricerca dei programmi, mentre Alessandro Musumeci, Marketing Manager Italy di Fiat e Abarth, ha illustrato la pianificazione pubblicitaria. Gli investitori richiedono oggi strumenti più precisi per misurare il contributo dell’audio alle campagne.
Fonte: Newslinet
Intelligenza artificiale
Legali in Victoria aumentano l’uso dell’intelligenza artificiale
Un nuovo studio condotto su 2.221 avvocati in Victoria rivela che l’uso dell’intelligenza artificiale è salito dal 37% al 55% nell’ultimo anno. L’adozione è massima in settori come il commercio (85%), la banca e la finanza (78%) e la tecnologia (78%), mentre resta più bassa nel diritto penale (29%), familiare (45%) e amministrativo (46%). Nonostante la diffusione, solo il 26% dei professionisti ha ridotto le parcelle per i clienti grazie all’efficienza tecnologica, con una percentuale maggiore tra chi assiste aziende (34%) rispetto ai privati (23%).
La ricercatrice Georgie Rychner ha spiegato che i guadagni di efficienza sono inferiori alle attese, poiché nel 2025 l’89% dei professionisti ha dichiarato di aver adottato misure per verificare l’accuratezza dei contenuti generati dall’IA. L’uso dell’IA da parte dei clienti ha aumentato il carico di lavoro: il 46% degli avvocati segnala che i clienti arrivano con informazioni imprecise o fuorvianti e il 41% segnala che i clienti presentano documenti generati dall’intelligenza artificiale che richiedono correzioni.
Fonte: The Guardian
L’intelligenza artificiale nelle PMI italiane
Solo il 25% delle micro, piccole e medie imprese italiane utilizza l’intelligenza artificiale nelle attività quotidiane, secondo la ricerca Ipsos per Meta presentata il 28 ottobre 2026 a Roma. Nonostante il basso impiego operativo, circa sette aziende su dieci ritengono che la tecnologia possa far risparmiare tempo, denaro o risorse umane. Il divario è evidente tra le microimprese, dove il 31% non ha mai usato tali strumenti, e le imprese più grandi, dove la quota di chi non l’ha mai utilizzato scende al 14%.
Angelo Mazzetti, public policy director per l’Italia di Meta, ha affermato che le PMI rappresentano la spina dorsale dell’economia italiana e che è necessario lavorare per colmare il divario tecnologico. Chiara Ferrari, service line leader di Ipsos Public Affairs, ha osservato che i risultati mostrano un chiaro divario nella preparazione, ma anche una forte propensione all’adozione futura dell’IA.
Fonte: AI4Business
Editoria e grandi gruppi media
Meta ha discusso una “strategia sussurrata” per screditare lo psicologo Jonathan Haidt
Documenti giudiziari rivelano che il personale di Meta ha discusso una “strategia sussurrata” per indebolire l’influente accademico statunitense Jonathan Haidt. Secondo i verbali di incontri interni contenuti in un recente deposito legale negli Stati Uniti, l’obiettivo era spingere la comunità accademica a disavvallare Haidt attraverso una campagna sotterranea volta a rendere non credibili i suoi studi.
I documenti, intitolati “Well-being Meeting Sound-check Notes”, citano Curtiss Cobb, allora vicepresidente della ricerca di Meta, nel tentativo di trovare modi per far sì che la comunità accademica si rivolti contro Haidt affinché i media ne mettessero in dubbio l’autorevolezza. Haidt, autore di The Anxious Generation, sostiene che l’uso diffuso degli smartphone abbia causato una crisi di salute mentale nei giovani. Ha commentato a The Verge di non essere sorpreso dalle discussioni, affermando che quando le aziende non possono contestare le prove, colpiscono il messaggero.
Fonte: The Guardian
Sindacati contro OpenAI per l’uso dei contenuti nell’IA
SAG-AFTRA, WGA e AFM hanno presentato un documento legale chiedendo a un giudice federale di rifiutare l’esenzione per il “fair use” nell’addestramento dei modelli di intelligenza artificiale di OpenAI. I sindacati sostengono che la società stia appropriandosi del lavoro di persone della classe media e lavoratrice per sviluppare la propria tecnologia attraverso l’uso non autorizzato di contenuti di terzi.
Nel documento di 34 pagine, i sindacati avvertono che un’esenzione totale permetterebbe un enorme trasferimento di valore dai creatori alle grandi aziende. Secondo i sindacati, l’addestramento senza licenza danneggia i professionisti dietro le opere e renderebbe inutili gli accordi già negoziati. La disputa coinvolge OpenAI e numerosi quotidiani, oltre a scrittori come Ta-Nehisi Coates, George R.R. Martin e John Grisham.
Fonte: Deadline
Finanza
Gli Stati Uniti chiedono spazio per Mastercard e Citigroup
Durante i colloqui bilaterali a Bangkok, i funzionari americani hanno sollecitato la Cina riguardo l’accesso al mercato per Mastercard e Citigroup. La delegazione del Tesoro degli Stati Uniti, guidata dal Vice Segretario Francis Brooke, ha incontrato i rappresentanti della Banca Popolare Cinese e del ministero delle finanze in occasione delle riunioni del G20 e del Fondo Monetario Internazionale.
L’obiettivo riguarda l’attuazione degli accordi raggiunti tra i presidenti Donald Trump e Xi Jinping. Mentre Visa ha già ricevuto l’approvazione per preparare un’attività domestica di clearing, Mastercard attende l’autorizzazione per operare come entità indipendente. Citigroup punta invece a una licenza per titoli in Cina, con piani di potenziare il personale a circa 100 dipendenti. Secondo Dan Wang di Eurasia Group, queste concessioni segnalano che la Cina sta continuando ad aprirsi e che ciò dovrebbe rafforzare marginalmente la fiducia degli investitori nei titoli cinesi.
Fonte: CNBC
Radio Nizza e Francia24
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Chiusura.
On line, su BlueSky e Mastodon, su tutti gli smart speaker e sulle onde medie, questa è la rassegna media di Francia24 e Radio Centrale Milano.
Fonte: Radio Nizza – Francia24
