Benvenuti alla rassegna media di Francia24 e Radio Centrale Milano: radio, intelligenza artificiale, editoria e grandi gruppi media e finanza: due notizie per ciascun tema.
Radio
Interferenze radio in Iran contro IRIB Farhang e Radio Iran
Una stazione di disturbo sconosciuta è apparsa contro la frequenza 585 kHz di IRIB Farhang. Tringer László ha inizialmente ipotizzato un guasto del trasmettitore, ma secondo quanto rilevato tramite un ricevitore SDR in Qatar, il segnale di IRIB Farhang risultava più forte rispetto al disturbo.
Un secondo jammer è attualmente operativo su una frequenza diversa contro IRIB Radio Iran a 558 kHz. Anche in questo secondo caso, la sorgente dell’interferenza rimane attualmente sconosciuta.
Fonte: mediumwave.info
Cassazione: la convivenza tra marchi simili può eliminare il rischio di confusione
La Corte Suprema di Cassazione ha consolidato il principio della “preclusione per coesistenza”: la lunga e pacifica convivenza tra marchi simili può eliminare nel tempo il rischio di confusione per il pubblico. Secondo i giudici, se il mercato e gli ascoltatori imparano a distinguere identità editoriali differenti, la somiglianza dei nomi non basta più a giustificare l’esclusiva. Questo orientamento si applica anche alle “famiglie di marchi” accomunate da un medesimo nucleo distintivo.
Il principio assume rilevanza nella radio IP e multipiattaforma, dove l’identità percepita conta più della somiglianza nominale. Con la diffusione di smart speaker, podcast e piattaforme OTT, la radio si sgancia dai confini delle frequenze FM. In questo scenario, l’interferenza diventa meno elettromagnetica e sempre più cognitiva, legata a metadati, motori di ricerca audio e sistemi di raccomandazione basati sull’intelligenza artificiale.
Fonte: Newslinet
Intelligenza artificiale
L’ingorgo dell’intelligenza artificiale blocca il Regno Unito
Le pubbliche amministrazioni e le aziende del Regno Unito si trovano sommerse da un’ondata di reclami e comunicazioni generate tramite strumenti di intelligenza artificiale. Deborah Evans, direttrice di Lawyers in Local Government, riferisce che le lettere ricevute dalle autorità locali sono diventate enormemente più lunghe: se prima la media era di circa due pagine, ora la maggior parte sono dieci volte più lunghe e la peggiore di cui sia a conoscenza arriva a circa 200 pagine.
Secondo i commentatori, questo fenomeno è stato definito “AI clog” e sta aumentando il carico di lavoro in settori come la giustizia, l’istruzione e i servizi sociali. I ricercatori del centro per la governance digitale della Hertie School di Berlian, della Cooperative AI Foundation e di GovAI hanno definito queste richieste come “inondazione agente”, sottolineando che possono essere molto lunghe, ripetitive e contenere commenti non pertinenti o richieste non dirette. I dipendenti delle amministrazioni, come nel caso degli uffici di alcuni parlamentari, risultano esausti nel dover gestire testi che possono contenere affermazioni tecniche e spesso imprecise o basate su leggi non pertinenti.
Fonte: The Guardian
Intelligenza artificiale, la selezione del personale si trasforma
L’intelligenza artificiale sta cambiando i criteri di valutazione nelle assunzioni, privilegiando le prove pratiche rispetto ai metodi tradizionali. Secondo una ricerca di Grafton, il 56% dei professionisti HR ritiene che l’utilizzo pratico dell’AI sarà uno strumento di valutazione cruciale, mentre solo l’11% considera ancora il curriculum efficace. Gli analisti di Grafton rilevano un’evoluzione verso l’osservazione diretta delle competenze. Francesco Manzini, amministratore delegato di Grafton Italia, osserva che l’AI mette in discussione i modelli di crescita consolidati e che la selezione deve evolvere dalla verifica del passato alla comprensione del potenziale di apprendimento, di adattamento e di utilizzo critico delle nuove tecnologie.
Sebbene l’87% degli addetti HR accetti l’uso dell’AI per analizzare i curriculum, solo il 33% si affida alla tecnologia per la decisione finale di assunzione. L’84% dei professionisti ritiene importante il supporto di partner esterni per adeguare ruoli e processi alle nuove trasformazioni. Attualmente, solo un professionista HR su dieci ha già ripensato in modo strutturato le competenze ricercate alla luce delle nuove tecnologie.
Fonte: AI4Business
Editoria e grandi gruppi media
Harry e altri cinque personaggi ricorrono contro il verdetto
Il principe Harry, insieme a Doreen Lawrence, Elton John, David Furnish, Elizabeth Hurley e Sadie Frost, ha presentato ricorso alla Court d’Appello contro la sentenza del giudice Nicklin. L’azione legale segue la sconfitta nelle cause contro Associated Newspapers, l’editore del Daily Mail, che ha comportato spese legali superiori a 50 milioni di sterline.
Il giudice aveva respinto le accuse di metodi illeciti, stabilendo che non vi era prova di acquisizioni illegali. Harry e Lawrence hanno definito la decisione un “palese insabbiamento”, dubitando della possibilità di ottenere giustizia. I ricorrenti sostengono che il verdetto sia giuridicamente e fattualmente errato, mentre la difesa dell’editore aveva descritto le accuse come “scandalose” e “assurde”.
Fonte: The Guardian
IA e copyright, Christopher Nolan sfida gli studios
Il presidente del DGA Christopher Nolan sta sollecitando gli studios affinché proteggano il diritto d’autore dall’intelligenza artificiale. Durante il podcast Hollywood Insiders, il regista vincitore di due Oscar ha criticato l’uso del termine IA come categoria generica per far sì che le aziende si sottraggano alle proprie responsabilità, descrivendola come un mostro di Frankenstein che può sfuggire al controllo.
Nolan ha sottolineato che, poiché i membri del sindacato non sono i titolari del copyright, spetta agli studios la responsabilità legale. Ha espresso soddisfazione per la presenza, nel suo film The Odyssey, di un avviso che vieta l’uso dell’opera per l’addestramento dell’IA. Il regista ha infine affermato che, sebbene esistano già delle protezioni, non sono sufficienti e che è necessario avere voce in capitolo sul quadro legale per garantire la corretta monetizzazione dei diritti.
Fonte: Deadline
Finanza
Nasdaq: la sfida tra elezioni e infrastrutture tecnologiche
Il Nasdaq Composite è scivolato di oltre il 5% giovedì, chiudendo con un calo superiore all’11% rispetto al record del mese scorso. La correzione è stata innescata dalla vittoria dei Democratici alle elezioni di metà mandato, con successi significativi in Texas dove Gina Hinojosa è stata eletta governatrice proponendo la moratoria per lo sviluppo dei data center. Gli investitori temono che tali restrizioni possano rallentare la costruzione di infrastrutture legate all’intelligenza artificiale. Anche i titoli dei chip hanno subito un forte calo, con l’ETF iShares Semiconductor che è sceso del 12%.
Frank Cappelleri, fondatore di CappThesis, ha osservato che storicamente dopo le elezioni di metà mandato si prevede maggiore volatilità nel breve termine. Secondo l’analista, il Nasdaq è stato più alto dodici mesi dopo le elezioni in tutti i cicli tranne uno su 13 dal 1974, precisando però che il percorso può essere volatile.
Fonte: CNBC
Radio Nizza e Francia24
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Chiusura.
On line, su BlueSky e Mastodon, su tutti gli smart speaker e sulle onde medie, questa è la rassegna media di Francia24 e Radio Centrale Milano.
Fonte: Radio Nizza – Francia24
