Francia24: Scandalo TEFAL, contiene PFAS – Governo promette 3000 nuovi insegnanti, studenti increduli –  Meteo e tutte le altre notizie

Di Redazione Francia24
9 Oct 2026

Benvenuti a am1575news, il notiziario di Francia24 e Radio Centrale Milano per venerdì 09 ottobre 2026 in podcasting, sulle onde medie e su franciaoggi.com. In Redazione a Nizza Marco Hugo Barsotti, da Parigi Rachel Costa.

 

Notizie dalla Francia

Tre ONG denunciano la presenza di PFAS nei prodotti Tefal del Gruppo SEB

Tre associazioni – Générations Futures, Notre Affaire à Tous e ClientEarth – hanno inviato al Gruppo SEB una formale messa in mora chiedendo la revisione del piano di vigilanza e la eliminazione dei composti PFAS, in particolare nelle padelle e pentole a marchio Tefal. Le organizzazioni hanno fissato un termine di tre mesi entro il quale il gruppo deve rispondere, pena l’avvio di un procedimento giudiziario presso il tribunale di Parigi.

Nel comunicato trasmesso a France Inter il 9 ottobre le ONG hanno sottolineato l’obbligo, dal 2017, di redigere un piano di vigilanza che includa una mappatura completa dei rischi ambientali, sanitari e sui diritti umani. Secondo le associazioni, SEB non fornisce una cartografia dettagliata dei PFAS presenti nei suoi prodotti e non indica misure concrete di prevenzione o mitigazione, limitandosi a classificarli come “inquinanti emergenti”.

Emma Feyeux, di Notre Affaire à Tous, ha dichiarato che l’assenza di una valutazione precisa impedisce qualsiasi azione efficace contro l’esposizione cronica a tali sostanze, nota per i suoi effetti cardiovascolari, endocrini e oncologici. Le ONG chiedono, inoltre, che SEB pianifichi la riconversione dei posti di lavoro eventualmente colpiti dalla graduale eliminazione dei PFAS, nel rispetto delle normative europee e internazionali sulla vigilanza delle imprese.

Il Gruppo SEB, nella sua risposta a France Inter, ha confermato di aver ricevuto la messa in mora e ha assicurato di esaminarne il contenuto con attenzione, rispondendo se necessario entro i termini di legge. Parallelamente, le tre associazioni hanno presentato un ricorso al tribunale amministrativo di Grenoble contro l’impianto Tefal di Rumilly (Alta Savoia), dove le autorità hanno riscontrato significative emissioni di PFAS, incluso il PFOA, bandito dal 2020. L’ordinanza prefettizia del 29 aprile 2026 impone a Tefal di redigere un bilancio delle fonti di emissione, un piano d’azione da consegnare entro il 1° gennaio 2027 e di avviare una sorveglianza triennale.

Le ONG hanno anche richiesto lo svolgimento di studi sanitari, tra cui indagini epidemiologiche con dosaggi sanguigni di PFAS, e l’adozione di misure immediate per bloccare ogni flusso di PFAS nell’atmosfera. SEB ha dichiarato di riservare la propria posizione al tribunale amministrativo, affermando che le attività di Tefal sono condotte nel rispetto delle normative francesi ed europee vigenti, sotto controllo delle autorità competenti.Fonte: France Inter, 9 ottobre 2026 Fact Check by Gemma4.

3000 docenti supplenti saranno assegnati ai licei in emergenza: l’associazione Les Lycéens! accoglie il provvedimento ma chiede di più

Il ministro dell’Istruzione, Edouard Geffray, ha annunciato che a partire da questo venerdì 9 ottobre saranno destinati a centinaia di licei 3 000 supplenti, individuati da un software che rileva le realtà scolastiche in “situazioni molto problematiche”. L’associazione Les Lycéens! ha definito la decisione una “prima annuncia concreta”, ma ha sottolineato che il piano di emergenza non soddisfa pienamente le richieste: “Ci vorrebbe davvero un docente per ogni studente”. Il presidente dell’associazione, Pierre Sourzat, ha ribadito al canale franceinfo che la misura, pur rappresentando un passo avanti, resta insufficiente. Parallelamente, la protesta studentesca e sindacale si intensifica: l’intersindacale studentesca e professionale ha indetto una nuova giornata di mobilitazione e sciopero per martedì 13 ottobre, mentre la CGT conta più di 130 000 manifestanti in tutta la Francia, con il Ministero dell’Interno che registra 71 500 persone in piazza, di cui 24 500 nella capitale. Nel frattempo, le forze dell’ordine hanno registrato 504 arresti e quasi cinquanta poliziotti e gendarmi sono risultati feriti, segno di un’escalation della violenza urbana legata alle proteste. Fonte: franceinfo, 9 ottobre 2026 Fact Check by Gemma4.


rachel

Editoriale di Rachel – La magia dei 3.000 eroi di cartone

Che meraviglia vedere il governo tirare fuori una scorta di 3.000 prof remplaçants come fosse il nuovo “panino del giorno”. Ma chiediamoci: da dove nascono questi numeri? Dal cilindro di una stampante, o da un algoritmo confuso che decide che un canto di sirena è più urgente di una lezione di matematica? È una sceneggiatura da sitcom: il ministro promette “professori in ogni stanza”, poi si dimentica che gli alunni hanno già chiesto il francese, non un allenatore di pallavolo.

E mentre i giovani denunciano una “prima annuncio concreta” con la serietà di chi ha appena scoperto la terra piatta, i media celebrano la “concretezza” come se fosse la scoperta dell’America. Dati di partecipazione che oscillano tra 71.500 e 130.000? Sembra che la statistica sia stata affidata a una gara di lancio dei dadi. Non è forse ironico che il numero di manifestanti dipenda più dalla voglia di imprimere una “grandezza” al proprio titolo che dalla realtà dei fatti?

Il vero colpo di genio è la “mobilizzazione urgente”: assegnare prof 3000 in due giorni e, come se non bastasse, giurare che “qualche centinaio” di prof aggiuntivi saranno autorizzati a volontà. Dov’è il piano di continuità, la strategia a lungo termine? O forse il segreto è “più professori, meno problemi”, come se la scarsità fosse soltanto un’opzione di design.

Infine, la retorica dei manifestanti: “Finché non ci saranno 10 miliardi sul tavolo, non smetteremo”. Una cifra così astratta che solo i maghi della finanza la possono manipolare. In fondo, tutti noi siamo spettatori di un circo dove la promessa di “un prof per ogni studente” è il sogno più caro… e dove il sogno più caro è, per loro, quello di un pubblico che continui a credere alle loro illusioni.

Koan del giorno

Un monaco domandò al Maestro: “Se il governo scopre improvvisamente 3.000 posti di prof di riserva, dove erano nascosti i docenti prima di ora?”

Il Maestro rispose: “Erano nei soliti armadi dell’indecisione, dove le chiavi sono le scadenze e le serrature i promessi elettro‑politici.”

Il monaco insistette: “E perché la folla conta più o meno a seconda del contabile che fa il bilancio?”

Il Maestro rispose: “Perché la verità è come un eco in una valle: chi la grida più forte ottiene più voci, ma l’eco stessa rimane sempre la stessa, disegnata da chi la ascolta.”

Ma torniamo alle notizie.

 


Il Nobel per l’economia Paul Krugman accusa la Francia di un sistema pensionistico insostenibile

Nel suo recente articolo pubblicato su Substack, il vincitore del Premio Nobel per l’economia nel 2008, Paul Krugman, ha definito la situazione delle finanze francesi “molto preoccupante”. L’economista ha sottolineato che la Francia è oggi il “punto debole dell’economia occidentale”, con il rendimento dei titoli a 10 anni che sfiora il 5 %.

Krugman attribuisce questo scenario a una pressione del debito pubblico ormai elevata, pari al 119 % del PIL, e a deficit di bilancio in crescita, senza che vi siano motivi di emergenza – come guerre, recessioni profonde o pandemie – a giustificare tale andamento. Alla base, a suo avviso, vi è anche l’invecchiamento della popolazione, che fa lievitare le spese per sanità e pensioni.

Pur riconoscendo che anche altre grandi economie sviluppate, tra cui gli Stati Uniti, affrontano problemi simili – il debito americano è vicino al 125 % del PIL e il costo del denaro è del 5,2 % – Krugman evidenzia che la Francia si distingue per la sua “persistente incapacità di guardare in faccia la realtà delle pensioni”.

Secondo l’economista, l’età legale di pensionamento in Francia è ancora di 62 anni (62 anni e 9 mesi al 2023), ben al di sotto dei 67 anni adottati dal Danimarca, considerato un modello di protezione sociale. Con un’aspettativa di vita a 65 anni di circa 87 anni, la Francia offre un sistema pensionistico “molto generoso”, che al contempo pesa sul bilancio pubblico, costringendo il governo a tagliare spese in altri settori, come l’istruzione.

Krugman avverte che le recenti manifestazioni studentesche sono il risultato di queste “sostanziali sovvenzioni ai senior a scapito del resto della popolazione”. In vista delle prossime elezioni presidenziali, l’autore di nota evidenzia che la favorita dei sondaggi, Marine Le Pen, ha promesso di riportare l’età pensionabile a 62 anni, una misura che definisce “estremamente costosa” e sintomo di una generale riluttanza a confrontarsi con la realtà finanziaria.

Sull’eventualità di una crisi del debito, Krugman ritiene che il mercato percepisca un rischio reale ma contenuto. Se la crisi dovesse verificarsi, immagina un ciclo di fuga di capitali, aumento dei tassi di interesse e possibile default, scenario già sperimentato in Grecia, Portogallo, Spagna e Italia nel periodo 2009‑2012. L’intervento della BCE rimane incerto e un eventuale salvataggio della Francia potrebbe scontrarsi con l’opposizione di paesi come la Germania, che temono di sostenere un “paese troppo grande per essere salvato”.

In conclusione, l’economista avverte che la Francia, secondaria economia dell’area euro, corre il rischio di passare da “troppo grande per fallire” a “troppo grande per essere salvata”, aprendo la porta a scenari catastrofici altamente divisivi in Europa.
Fonte: Substack, Paul Krugman, 2026
Fact Check by Gemma4.


Benvenuti al notiziario internazionale da FranciaOggi e Radio Centrale Milano per venerdì 09 ottobre 2026 su FranciaOggi.com in podcasting e in Onde Medie sui 1575 kHz.

Da Parigi sono Rachel Costa.

Gli Stati Uniti e il Consiglio di Miami preparano una nuova fase di dialogo sulla guerra in Ucraina

Le autorità statunitensi hanno invitato la Francia, il Regno Unito, la Germania, l’Unione europea e la NATO a una tavola rotonda a Miami per definire le prossime mosse diplomatiche nel conflitto ucraino. L’incontro, previsto per la prossima settimana, sarà il primo a riunire tutti gli attori principali dal territorio americano, con l’obiettivo di armonizzare le sanzioni contro la Russia e valutare nuovi canali di supporto militare e umanitario per Kyiv.
Gli analisti sottolineano che la scelta di Miami, centro logistico per gli aiuti di emergenza, segnala l’intenzione di Washington di mantenere un ruolo di coordinatore globale, mentre le tensioni con Mosca restano elevate.

OpenAI registra ricavi flussiatori, scatenando turbolenze sui titoli di intelligenza artificiale

Il più recente rapporto trimestrale di OpenAI ha mostrato una crescita dei ricavi più modesta del previsto, nonostante gli utili record ottenuti nei mesi precedenti. La notizia ha innescato una forte volatilità sui titoli legati all’intelligenza artificiale, con Nvidia, Oracle e altre società del settore che hanno subito bruschi ribassi nei prezzi delle azioni.
Gli investitori temono che la domanda di servizi AI possa rallentare una volta che le grandi aziende inizieranno a valutare stepwise i budget per le tecnologie emergenti. Gli esperti di mercato suggeriscono prudenza, evidenziando che il settore resta comunque in espansione, ma con un ritmo di consolidamento diverso da quello dei mesi di punta.

Elon Musk avvicina il lancio di Starlink Mobile, sfidando i grandi operatori telefonici

Elon Musk ha annunciato che SpaceX è pronta a lanciare Starlink Mobile, un servizio di telefonia cellulare basato sulla propria rete satellitare a bassa orbita. L’iniziativa prevede la vendita di dispositivi compatibili e piani tariffari che potranno competere direttamente con le offerte dei colossi della telefonia tradizionale negli Stati Uniti e in mercati emergenti.
Secondo le prime dichiarazioni di Musk, l’obiettivo è garantire copertura in aree remote dove le reti terrestri sono assenti, ma anche creare una piattaforma di comunicazione indipendente da infrastrutture di proprietà di terzi. Gli analisti di settore avvertono che il modello dovrà superare sfide legate alla capacità di banda e alla gestione delle frequenze, ma il potenziale dirompente rimane elevato.

Il firmatario australiano Firmus, sostenuto da Nvidia, abbandona l’IPO da 5 miliardi di dollari a causa della volatilità di mercato

Firmus, startup australiana specializzata in intelligenza artificiale per il cloud, ha deciso di ritirare la sua offerta pubblica iniziale da 5 miliardi di dollari, nonostante il supporto finanziario di Nvidia. La decisione è stata presa in risposta a una recente ondata di instabilità sui mercati globali, che ha ridotto l’appetito degli investitori per operazioni di capitale di grandi dimensioni.
Gli amministratori hanno comunicato che, pur rinviando l’IPO, continueranno a perseguire partnership strategiche e a raccogliere fondi privati per sostenere la crescita della piattaforma. Il ritiro dell’offerta è visto come un segnale di cautela da parte delle aziende tech che operano in ambiti ad alta intensità di capitale.

Nvidia annuncia un investimento strategico in d‑Matrix, il rivale emergente nei chip per IA

Nvidia ha rivelato la sua intenzione di investire una somma non precisata in d‑Matrix, una giovane azienda di sette anni che progetta server‑chip destinati all’intelligenza artificiale. L’operazione mira a integrare la tecnologia di d‑Matrix nell’ecosistema Nvidia, rendendo più compatibili i prodotti di diversi fornitori e ampliando la base di sviluppatori che possono accedere a soluzioni hardware avanzate.
Secondo fonti interne, l’investimento servirà anche a garantire a Nvidia un vantaggio competitivo contro altri giganti del settore, come AMD e Intel, che stanno anch’essi puntando su architetture proprietarie per l’AI. Il passo è interpretato come un segnale della volontà di Nvidia di consolidare la propria leadership nel mercato dei chip ad alte prestazioni.

Donald Trump dichiara che gli USA non attaccheranno l’Iran prima delle elezioni di metà mandato

Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha affermato in una conferenza stampa che il paese non intraprenderà azioni militari contro l’Iran prima delle prossime elezioni intermedie. La dichiarazione, avvenuta in risposta a crescenti pressioni internazionali per una risposta più decisa alle recenti attività di Teheran, ha suscitato reazioni contrastanti sia a Washington sia nei consigli di sicurezza nazionale.
Gli esperti di politica estera avvertono che, sebbene la promessa possa ridurre le tensioni a breve termine, la questione delle sanzioni e del programma nucleare iraniano rimane un punto critico nelle relazioni fra Stati Uniti e Medio Oriente.

Le forze russe colpiscono autobus in Ucraina, provocando decine di vittime

Un attacco aereo russo ha colpito una serie di autobus nella regione orientale dell’Ucraina, uccidendo almeno trenta persone e ferendone molte altre. L’evento, avvenuto nella tarda serata di ieri, è stato denunciato dalle autorità ucraine come un atto deliberato di intimidazione contro la popolazione civile.
Le Nazioni Unite hanno condannato l’attacco, chiedendo un’indagine internazionale e un immediato cessate il fuoco. Le autorità ucraine hanno promesso di intensificare le misure di protezione per i civili, mentre le forze russe hanno contestato le accuse, sostenendo di aver colpito obiettivi militari legittimi.


Meteo Parigi, Monaco Monte Carlo e Milano per venerdì 09 ottobre 2026

Parigi – una mattina grigia che annuncia una giornata da regime autunnale

Al sorgere del sole, Parigi si sveglia sotto un cielo variabile, ma rapidamente si copre di nubi dense. Le temperature invernano già intorno ai 11 gradi, mentre il sole timido tenta di farsi strada. A metà mattina, la brezza si fa sentire con venti da 15 km/h e raffiche che raggiungono i 40 km/h, facendo percepire il freddo più intenso. Il pomeriggio osserva un lieve aumento, arrivando a 16 gradi, ma il rischio di pioggia sale al 60% con possibili rovesci sparsi. La sera la nuvolosità rimane alta, senza piogge significative, e la notte porta un leggero calo a 11 gradi, con il vento che si placa. esperto Régis Crêpet

Monaco Monte Carlo – sole timido ma vento da record per la costa

La mattina a Monaco si apre con una temperatura di 17 gradi, ma le nuvole a metà coprono il cielo. Il vento soffia già forte, 25 km/h con raffiche fino a 45 km/h, facendo ondeggiare le vele sul porto. Il pomeriggio il termometro segna 21 gradi, il picco della giornata, mentre la probabilità di pioggia scende al 25% sotto un cielo ancora a metà nuvoloso. Verso sera, il cielo si schiarisce ulteriormente, con temperature che scendono a 18 gradi e venti più miti, ma rimane anche il tanto temuto rischio di brevi rovesci. La notte, infine, il termometro tocca i 16 gradi, con vento leggero e una quiete quasi inattesa.

Milano – giornata che alterna nuvole sparse a brevi scrosci serali

Il risveglio milanese è caratterizzato da nubi sparse e una temperatura di 16 gradi, con un vento debole da nord-ovest a 3 km/h. Il sole filtra a intermittenza, riscaldando la città fino a 22 gradi nel pomeriggio, mentre il vento rimane poco più di 3 km/h, spostandosi leggermente verso sud-sudovest. Il rischio di pioggia resta quasi nullo finché non si avvicina la serata, quando qualche nuvola si addensa e si registra una leggera pioggia di 0.7 mm con probabilità dell’80%. La notte, le temperature scendono a 16 gradi, con un vento sempre debole e la possibilità di ulteriori gocce leggere. esperto Daniele Berlusconi di 3BMeteo

Editoriale Meteo di Rachel — Caldo autunnale, troppa scena

Parigi tocca i 16 gradi a fine ottobre. Non sia mai. I nostri amici giornalisti ci ricordano che il cambiamento climatico è la colpa di ogni minimo aumento di cinque gradi. Ma gli ’80 registravano già temperature simili senza nemmeno una parola di “cambiamento climatico”. A Monaco, vento di 45 km/h e pioggia del 40%: ancora una volta la stanza dei sensazionalisti grida all’allarme, mentre il buco nell’ozono di cui si parlava negli anni ’70 è ormai un ricordo. Milano, 0.7 mm di pioggia notturna, e già neanche il giornalismo tradizionale vuole parlarne, preferendo titoli che spaventano. Il risultato? lettori in calo, abbonati che scivolano via come pioggia leggera su un marciapiede d’autunno.

Koan del giorno

Un monaco chiese: “Qual è il vero volto del tempo oggi?”
Zhaozhou rispose: “Il cielo di Parigi è coperto, il vento di Monaco sibilante, la pioggia di Milano leggera.”
Il monaco replicò: “Allora il tempo è solo un’illusione?”
Zhaozhou concluse: “L’illusione è nella nostra fretta di attribuire ogni cambiaio al clima.”
E questo il meteo di oggi.


Chiusura.

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