Sheila la regina della disco francese, che ha furoreggiato negli anni ’60 con lo yé-yé anche da noi in italia, cantando anche in italiano, si è evoluta coi tempi arrivando fino all’elettronica.

Sheila da Parigi alla conquista delle classifiche mondiali
Nata Annie Chancel nel 1945, Sheila è una delle figure più emblematiche della musica pop francese. Il suo debutto ufficiale avviene nel 1962 con il singolo “Sheila”, da cui trarrà il nome d’arte. La sua ascesa coincide con l’ondata yé-yé, un movimento musicale giovanile ispirato al beat britannico, ma riletto in chiave francese. Sheila incarna alla perfezione la nuova figura della “ragazza moderna”: spensierata, sorridente, con una voce cristallina e melodie orecchiabili.
Il suo primo grande successo arriva con “L’école est finie” (1963), un inno alla libertà adolescenziale che vende oltre un milione di copie e la consacra come idolo teen. Da lì in avanti, è un trionfo dietro l’altro: “Vous les copains, je ne vous oublierai jamais”, “Adios Amor”, “Les Rois mages”. Sheila diventa un volto familiare in tutte le case francesi, protagonista di una discografia impressionante che spazia dal pop al rock melodico.
Interessante notare come molte delle sue hit siano adattamenti di brani italiani: “Les Rois mages”, ad esempio, è la versione francese di “Tanti auguri” di Raffaella Carrà. In un periodo in cui i confini tra le canzoni si facevano fluidi, Sheila seppe essere ambasciatrice della musica leggera transalpina anche oltre il confine, influenzando e venendo influenzata dalla scena italiana.
Artisti come Gianni Morandi e Rita Pavone percorrevano sentieri paralleli, testimoni di un’epoca in cui l’energia pop era un linguaggio comune. Proprio negli anni ’60 Sheila è in Italia in veste di cantante e attrice in alcuni film di un genere cinematografico tutto nostrano come il musicarello.

Sheila regina della disco francese con B.: la rinascita elettronica
Negli anni ’70, con il calo della febbre yé-yé, Sheila compie una mossa audace: si reinventa. Nasce così Sheila & B. Devotion, un progetto musicale d’impronta disco-funk pensato per il mercato internazionale. Un cambio d’immagine radicale: dagli abitini bon ton alle tute glitterate, dalla dolcezza pop alla sensualità della pista da ballo. Il punto di svolta arriva nel 1979 con “Spacer”, prodotto dal duo chic Bernard Edwards e Nile Rodgers, già noti per aver scolpito l’identità sonora di Diana Ross e Sister Sledge.
“Spacer” è un successo planetario, un mix irresistibile di groove cosmico e voce eterea. Sheila entra ufficialmente nel pantheon della disco music. Il brano anticipa sonorità che esploderanno negli anni ’80, e ancora oggi è un cult amato da DJ e appassionati del genere.
L’influenza italiana non si dissolve: i fan più attenti riconoscono affinità con le produzioni di Cerrone e i primi esperimenti elettronici di Franco Battiato, a riprova del dialogo creativo tra Francia e Italia. Poi negli anni 2000 sarà una cover degli Alcazar “Crying at the discoteque” a dare un nuovo splendore planetario a Sheila regina della disco francese
Negli anni ’80 e ’90, Sheila attraversa una fase più intima e sperimentale, alternando momenti di ritiro a ritorni teatrali e televisivi. Resta però sempre una figura amata, capace di reinventarsi con dignità e autenticità. Il nuovo millennio la vede protagonista di revival, album autobiografici e concerti celebrativi. Sheila non è mai uscita davvero di scena.
In questa nuova puntata di The French Touch Arturo Bolognini, che ci racconta sempre i momenti e i protagonisti più salienti della musica italiana e francese, dedica spazio a Sheila dalle origini fino all’inaugurazione delle Olimpiadi di Parigi del 2024, dove hanno risuonato le note della sua “Spacer”.
Playlist:
– Sheila “Bang bang”
– Sheila “L’ora dell’uscita”
– Sheila and B Devotion “Spacer”
– Alcazar “Crying at the discoteque”
– Sheila “Glori Gloria”
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