Lo sapete che a Nizza e nei suoi dintorni è possibile, attraverso un percorso artistico en plein air, andare alla scoperta delle opere di Sacha Sosno?
Sosno e l’obliterazione
Scultore, pittore e artista visivo francese della Scuola di Nizza, Sacha Sosno, pseudonimo di Alexandre Joseph Sosnowsky (1937-2013), è noto per il concetto di “obliterazione”, che consiste nel nascondere per meglio mostrare. Ispirato direttamente dal suo lavoro di fotografo, l’atto di rimuovere programmaticamente sezioni geometriche dei suoi lavori – assieme al suo opposto, quello di invadere il soggetto con altrettante forme – contraddistingue i suoi lavori più celebri, che spaziano dalla scultura monumentale all’architettura. Spesso è il gioco tra negativo e positivo ad affascinarlo, altre volte l’atto inglobante della materia.
Obliterazione è una parola che porta in sé, oltre all’atto di validare asportandone una parte, anche l’oblio cui ogni oggetto è destinato.
Numerose mostre ed esposizioni sono dedicate regolarmente all’artista in regione, soprattutto en plein air, luogo per il quale egli le ha principalmente pensate, ma molti dei suoi lavori fanno ormai parte del paesaggio urbano nizzardo e si possono ammirare semplicemente passeggiando per strada.

La Tête carrée
A cominciare dalla celebre Tête carrée, la gigantesca testa cubica che contiene gli uffici amministrativi della Biblioteca di Nizza. Con i suoi sette piani per 28 metri di altezza, il grande edificio non può non colpire per il suo aspetto compatto e al tempo stesso leggero.
Questa scultura monumentale è stata immaginata, sognata e costruita dall’artista assieme agli architetti Francis Chapus e Yves Bayard (architetto del Teatro Nazionale e del Museo di Arte Moderna e Contemporanea). Inaugurata il 29 giugno 2002 assieme alla Biblioteca Louis Nucéra, si inserisce ormai perfettamente nel paesaggio di Nizza. Al momento non è visitabile ma dovrebbe essere aperta al pubblico per numerose attività, dopo la costruzione della nuova coulée verte, nel 2024.

Le sculture dell’Elysée Palace
Altre sue opere, pur monumentali, sono meno visibili, volutamente nascoste tra i palazzi. Come le due gigantesche statue che fuoriescono dall’architettura dell’Elysée Palace, l’attuale Hôtel AC Nice. Si tratta di due Vénus giganti in bronzo, obliterate e incastrate nel granito. Create nel 1988 assieme all’architetto Georges Margarita, sono alte 26 metri e sorprendono sempre, facendo capolino compresse e allo stesso tempo in fuga dalla massiccia struttura del palazzo.

Le fontane e le sculture
Tra le sue opere urbane figurano anche numerose fontane. Una, in bronzo e granito nero, Regards sur l’Arénas (1992) è visibile a Nizza, al quartiere dell’Arénas. Un’altra è installata a Menton: la Fontaine des 4 saisons (1996), in marmo bianco di Carrara e granito blu Bahia.
L’hommage à Venus et Poséidon sono invece due sculture in acciaio ristrutturate e installate in occasione dell’apertura della linea 2 del tramway alla stazione di Carras.
Ma andiamo ad est, a Saint-Jean-Cap-Ferrat. La cittadina ha ospitato nell’estate del 2017 una mostra all’aperto di quindici sue opere monumentali e ne ha acquisite in seguito quattro: La Grande Vénus Bleue, Le Guetteur, Conversation, che si trovano nei pressi della piazza centrale del villaggio, e Oblitérateur universel davanti a uno dei golfi delle Fossettes, all’inizio del sentiero della Pointe Saint-Hospice.

L’ippodromo di Cagnes-sur-mer
Spostandoci invece ad ovest di Nizza, all’ingresso dell’Ippodromo di Cagnes-sur-mer, campeggia la scultura in bronzo Il n’y a plus d’obstacle (2007): un cavallo obliterato di 3,5 metri di altezza che nonostante le sue 2,8 tonnellate di peso e la massa cubica che sembra intrappolarlo, spicca il suo salto, senza più ostacoli.
(Foto di Antonella Fava©)
