È impossibile non notare a Nizza, nella centralissima place Masséna, l’originale installazione artistica consistente in una serie di sculture sospese su delle colonne che la sera si illuminano cambiando colore. Tra questi misteriosi stiliti traslucidi si intreccia una sorta di dialogo variopinto mentre si osservano l’un l’altro dall’alto delle loro postazioni.
L’opera, installata nel 2007 in occasione dei lavori della linea 1 del tram, è una creazione di Jaume Plensa, artista catalano di fama mondiale, che si è fatto conoscere a partire dagli anni 80 soprattutto nel mondo della scultura.
Plensa espone le sue opere in tutto il mondo e sue sculture pubbliche monumentali si possono ammirare a New York, in Florida, in Giappone, in vari paesi d’Europa e anche asiatici. In Francia metropolitana ve ne sono 6 e la Costa Azzurra ne conta 3.
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La Conversation à Nice
In quella di Nizza, le sette statue di resina bianca, che svettano a dodici metri di altezza in posizione accovacciata, rappresentano i sette continenti e la comunicazione delle differenti comunità nella società odierna. L’opera si chiama Conversation à Nice e con l’effetto di luce che lentamente cambia colore, intende simboleggiare il dialogo tra i popoli. Alcuni ci vedono dei Buddha, ad altri ricordano dei Santi, nessuno resta in differente all’effetto suggestivo che illumina con grazia le notti di Nizza ed è diventato uno dei volti di Place Masséna.
Le altre due sue opere presenti in Costa Azzurra si trovano a Antibes e sull’isola di Porquerolles.

Le Nomade
Le Nomade è la sua scultura più celebre qui sulla Costa Azzurra. È una grande scultura in metallo che campeggia dai suoi 8 metri sul Bastione Saint-Jaume, al port Vauban di Antibes. Si tratta di una struttura cava al suo interno per permettere ai visitatori di “abitarla” ma anche trasparente, costruita com’è da una sorta di merletto ricamato dall’intreccio di innumerevoli lettere d’alfabeto, il cui colore bianco si staglia contro l’azzurro del cielo e del Mediterraneo. Dando le spalle al port Vauban, con lo sguardo rivolto all’orizzonte, Le Nomade rappresenta un invito al viaggio e alla riflessione. È un’opera incredibilmente suggestiva e poetica che è diventata parte integrante del paesaggio, tanto da essere oggi il luogo più fotografato di Antibes.
Arrivata nel 2007 inizialmente per un’esposizione temporanea, la Mairie dovette in un certo modo riscattarla, in quanto prenotata da qualcun altro. Le Nomade è stato riacquistato nel 2010 per la cifra di 100.000 euro e all’inizio non era poi così apprezzata, cosa a quanto pare comune un po’ ovunque quando si ha a che fare con elementi che si impongono nel paesaggio urbano.
Oggi ciascuno ha una propria interpretazione della scultura gigante. Jaume Plensa ha lasciato il suo significato avvolto nel mistero, per permettere ad ognuno di trovare il proprio. Il fatto che siano delle lettere a creare la struttura antropomorfa non è tuttavia senza riferimenti.
“La vita ci tatua costantemente la pelle – ha affermato l’artista a proposito dell’opera – la scrittura è forse la cosa che ci rende in qualche modo umani. Penso che creare il corpo umano con le lettere sia forse un modo per illustrare che siamo parte del testo”. Per Plensa “il linguaggio avvolge la materia, l’energia e l’essere”, è un “territorio di parole” che riveste il corpo come una seconda pelle.

Le tre teste di Porquerolles
L’ultima scultura di Plensa per la Costa Azzurra si trova al centro dell’isola di Porquerolles, al largo della costa di Hyères. Si tratta de I tre alchimisti, tre statue che fanno parte della Fondazione Carmignac. Circondate da una natura rigogliosa, sono arrivate qui nel 2018.
Come i giganteschi Moai dell’Isola di Pasqua, questi tre volti infantili attendono il visitatore ai margini del bosco, in un incontro delicato ma potente. In linea con le opere monumentali dell’artista spagnolo recentemente installate negli Stati Uniti e in altri paesi, la presenza silenziosa di questi tre volti dagli occhi chiusi è un invito alla contemplazione, alla riflessione e all’introspezione. Secondo l’artista sono i custodi di una conoscenza dimenticata dall’umanità. La loro forma allungata, protesa verso il cielo, conferisce loro un’aura speciale, quasi mistica.
Con i suoi volti e corpi reinventati e sublimati, Jaume Plensa si considera uno “scultore di anime”.
(Foto di Antonella Fava©)
