baou de saint-jeannet

Le Baou de St-Jeannet – Côte à côte

Di Antonella Fava
10 Nov 2023

Oggi andiamo a visitare uno dei più incredibili balconi con vista che dalle Prealpi di Grasse offre un panorama incredibile dalle cime alpine del Mercantour alle colline di Nizza, fino ad Antibes, alle isole Lérins e al massiccio dell’Estérel da un lato e Cap Ferrat dall ‘altro. Si tratta del Baou di St-Jeannet.

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baou de saint-jeannet

Cos’è un Baou?

Il termine provenzale Baou indica una falesia, di solito piatta sulla cima e quello di St-Jeannet è in effetti uno spettacolare massiccio roccioso che si eleva a 800 metri e attrae molti escursionisti e scalatori per la sua parete a strapiombo sulla piana sottostante.

saint-jeannet

Il villaggio di St-Jeannet

Prima di scoprire l’escursione che ci porterà allo splendido punto panoramico in vetta al Baou vale la pena di passeggiare un po’ nel villaggio di St-Jeannet. Arroccato ai piedi della roccia che porta il suo nome, si trova a circa venti chilometri da Nizza, tra Gattières, La Gaude e Vence.
Saint-Jeannet è stato a lungo un villaggio di confine, tra la Provenza e la Contea di Nizza, separate dal fiume Var.
Saint-Jeannet è stata a lungo anche terra di viti e di vino, prima che le viti scomparissero, sostituite da coltivazioni di fiori e poi da terreni edificabili. Ha l’aspetto di uno di quei villaggi arroccati così numerosi in Provenza e nella contea di Nizza e come molti di essi, è stato costruito sull’adret, cioè rivolto a sud e riparato dai venti del nord proprio dal baou. Di conseguenza, riceve molto sole. In passato, questa posizione elevata aveva chiaramente lo scopo di fornire protezione.
Saint-Jeannet è rimasto un villaggio autentico e pieno di fascino. Le sue piazzette e le stradine tortuose, spesso in pendenza (dette calades), affascinano i visitatori e li conducono naturalmente alla chiesa parrocchiale e alle cappelle esterne al villaggio.
Non mancate di fare un passaggio al punto panoramico, uno dei più belli del villaggio, che spazia dalle alture del Col de Braüs, a pochi chilometri dal confine italiano, alle montagne dell’Estérel a ovest e, nelle giornate limpide fino alla Corsica.

baou de saint-jeannet

La salita al Baou

Ma cominciamo la nostra salita al Baou. Proprio dal centro del villaggio, dove si trova il monumento ai caduti si imbocca una salita che porta al sentiero verso la cima della cresta rocciosa 400 metri più in alto.
Ci sono diversi percorsi di lunghezza che varia dalle due a più di 4 ore, da fare in loop o tornando dallo stesso sentiero dell’andata, nel caso del più corto. L’escursione non prevede particolari difficoltà, ma è meglio evitare le stagioni più calde e indossare scarponcini appositi perché soprattutto verso l’alto il cammino si fa su un terreno roccioso, che può diventare scivoloso in caso di pioggia nei giorni precedenti. Non dimenticate di portarvi dell’acqua da bere, perché non se ne trova sul percorso.
Lungo il cammino si può ammirare un magnifico sottobosco con massi imponenti che danno un aspetto lunare a questo paesaggio spettacolare.
La riva destra del Var è un altopiano carsico, separato dal rilievo collinare costiero da ripide scarpate; il Baou de Saint-Jeannet, insieme al Baou de la Gaude, costituisce l’estremità orientale di questa scarpata. Ai suoi piedi scorre la Cagne.

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L’unicità del Baou di St-Jeannet

Qui il calcare la fa da padrone, ed è proprio questa roccia grigia che forma le falesie. Il Baou di Saint-Jeannet è costituito da oltre 200 metri di stati di roccia formate  da una barriera corallina fossile risalente a oltre 150 milioni di anni fa. Camminando sull’altopiano del baou, si calpesta in realtà una laguna tropicale del periodo giurassico.
Sotto le rocce calcaree del Giurassico vi sono strati di sedimenti del Miocene di età più recente. Questa anomalia è dovuta a un sovrascorrimento causato dalla tettonica alpina. Il baou di St-Jeannet è unico in quanto è visibile da gran parte della zona costiera della regione di Nizza e le sue ripide rocce calcaree sono facilmente riconoscibili, rendendolo un tipico punto di riferimento visivo della regione.

 

(Foto di Antonella Fava©)